venerdì 10 agosto 2012

Luca Rossi e la Ferrari


Luca Rossi:
Parli per slogan. Dipende se l'omologazione è giusta o sbagliata. Si tratta di argomentare i contenuti. Non procedere per slogan. Io non sfuggo tanto per sfuggire ad un sistema ma propongo un modo di fare le cose all'interno di un laboratorio che ha certe regole.

Mimmo:
...in altre parole sposi le logiche economiche del sistema dominante, critica passiva finalizzata alla distribuzione di sé, nulla di attivo nel tuo lavoro, celebri il futile e l'inutile, ti piacciono i cinepanettoni?


Luca Rossi:

sì, ma sono anche libero di fare quello che voglio e i report che voglio. Tutta questa libertà sinistroide e poi mi costringi a parlare di una cosa che decidi tu? Ma dai...
Certo che mi rivolgo al sistema dell'arte e non solo. Come la fiat si rivolge al sistema dell'auto o il panettiere al sistema di chi vuole il pane...ma che discorsi fai??? Bada ai contenuti. E' chiaro che se hai una concezione di arte distorta e anacronistica non ci capirai mai niente. Come un ingegnere che studia su i libri di fine ottocento e pretende di lavorare alla ferrari oggi.

Mimmo:

Anacronismo?
Nessun anacronismo, il mio ragionamento e non il tuo è il naturale frutto di un sistema eteronomo, soggetto al fascismo liberal socialista ed un poco comunista nelle apparenze dei mercati finanziari, la mano invisibile dell'interesse economico privato e la rappresentazione tecnoscientifica e digital-virtuale del mondo contemporaneo rischia di compromettere ed estinguere l'identità artistica dell'umano con la tua complicità, siamo entrambi generati da questo, la nostra natura creativa è comunque deformata e danneggiata ma possiamo ancora rappresentarla e possiamo rappresentare un altro sistema dell'arte come un viaggio in questo tempo.
Per fare questo nessuna indifferenza, noncuranza o superficialità, queste cose preservano il sistema imperante, bisogna non pensare al modello economico imposto per recuperare e preservare un approccio all'arte ego-logico.
L'arte non può più ignorare e sottrarsi al dibattito politico, altrimenti si consegna una unica storia dell'arte al pianeta che non parla di r-esistenze artistiche e creative ma solo di eletti, ma tu che cazzo potrai mai saperne di queste cose? Le tue analisi si fermano all'ultimo libro della Vettese ed ambisci a diventare il meccanico della Ferrari?

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