mercoledì 31 ottobre 2012

Qui Regione Sicilia

Continuano le gaffe di Rosario Crocetta, dopo soli due giorni dalla sua elezione. All'Unità, che gli chiede se secondo lui la mafia si sarebbe astenuta per queste elezioni, risponde: "Niente affatto, la mafia ha votato con tutte le forze pe
r impedire questo accordo nuovo tra le forze progressiste e moderate, che avrà i suoi effetti nella battaglia nazionale".
Si vergogni, presidente: i suoi metodi diffamatori continuano, nonostante le querele, nonostante le pessime figure. Se la mafia non si è astenuta e ha votato contro di lei, per chi ha votato allora? Per Nello Musumeci? Per Giovanna Marano? Per Grillo? Le piace così tanto questa operazione di autosantificazione condotta a colpi di fango contro l'avversario?

Le ricordo che Nello Musumeci ha una storia personale e politica immacolata, ed è stato per anni sotto scorta perchè sventò appalti mafiosi nel catanese. Le ricordo che Givanna Marano è una donna onesta e forte, con un curriculum di battaglie da sindacalista in mezzo ai lavoratori. E le ricordo, in ultimo, che il governo di Raffaele Lombardo - indagato per mafia - è stato tenuto in piedi per anni dal Pd, il suo partito, a seguito di un indecente ribaltone, e che durante queste ultime elezioni lo stesso Lombardo si è adoperato in più modi per procurare a lei, sottobanco, una bel mucchietto di voti. Notizie verificate e confermate su più fronti.
Le ricordo, poi, che ad essere alleato con L'Udc, il partito di Totò Cuffaro - in carcere per mafia - è lei, non gli altri.
E le ricordo, infine, che di chiacchiere sul supporto che a Gela le avrebbe dato il clan degli Emmanuello ce ne sono tante. Riportate sui giornali, collegate alle indagini (poi interrotte) dell'ex questore - oggi suo deputato - Malafarina, ed emerse anche in ragione di tutta una serie di intrecci tra mafia, imprenditoria e politica che negli anni hanno caratterizzato il contesto gelese. Tutto ciò, fatti salvi il suo impegno contro le cosche e la sua onestà, ci mancherebbe.

In ragione di tutte queste cose, e anche del suo nuovo ruolo istituzionale, le consiglierei maggiore sobrietà e avvedutezza. Non è più il sindaco di una piccola città del nisseno, ma il Presidente di una regione a statuto speciale, che ha i poteri e l'ordinamento di un piccolo Stato. Si controlli. E chieda scusa.


Maledetto Cattelan


MALEDETTO MAURIZIO CATTELAN

“Maurizio Cattelan è un maledetto che cavalca da qualche anno le logiche del no profit e delle ricerche artistiche indy per allargare i suoi profitti,  non bastava Toilet Paper per infiltrarsi tra il pubblico?
Adesso il D-Factor e l’arte del fattore dono nell'artista? Ma cosa è outing per rifarsi una verginità perduta e mai posseduta? Nella pratica questo è un altro terribile  e temibile attacco alla istruzione pubblica artistica, l’arte del cazzeggio prende il sopravvento e si squalifica il pubblico ai danni del tempo libero del facoltosissimo privato”

C’è un casting da superare e una commissione di esperti da convincere per entrare in una da inventare. TAM-TAM, “un labirinto di idee, un luogo non meglio precisato dove gli oggetti e le esperienze nascono sotto il segno dello stupore”, si legge nella presentazione. In concreto è una scuola “estrema” che si occupa di attività visive (in particolare di design) e vuole donare (l’iscrizione è gratuita), scoprire e scegliere, insieme a coloro che riusciranno a parteciparvi, nozioni, modelli, tecniche e metodi che meglio gli si addicono. Non vuole insegnare a vivere ma invitare a vivere. Il progetto nasce da un’idea di Alessandro Guerriero, Riccardo Dalisi e Alessandro Mendini, architetti, designer e artisti di fama internazionale, che hanno coinvolto altrettanti maestri a tenere dei corsi di durata variabile, sempre in orario serale (dopo le ore 18). Da quello di un mese sul “design del suono” di Lorenzo Palmeri a quello – ovviamente a sorpresa – tenuto da Maurizio Cattelan che di sé dice: “Io non insegno, ma qualcosa combino.” Tra gli altri hanno aderito anche Bubble design (sul tema del foodscape), Tony Cavadini (sull’arte di non far niente), Jacqueline Ceresoli (con progetti di arte relazionale) e Antonio Riello (con un workshop per insegnare le buone maniere agli artisti). 
La sede principale sarà l’aula 83 di NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano, ma ci saranno anche altre possibili location, come ristoranti, teatri, palestre. 
La partecipazione non è vincolata al possesso di requisiti specifici, a parte la maggiore età. Tuttavia, per consentire un percorso formativo efficace e garantire l’accesso alle strumentazioni e alle attività didattiche, tutti i corsi di TAM-TAM saranno a numero programmato. Per l’ammissione è previsto un colloquio propedeutico d’ idoneità (il D-Factor), che si terrà presso la Triennale di Milano in data da definirsi. Il candidato dovrà portare con sé un oggetto autonomamente progettato, restaurato o recuperato, e dovrà spiegare la propria relazione con esso. La Commissione di D-Factor, composta dai fondatori dell’Associazione e da una selezione di docenti e tutor della scuola, valuterà in base al racconto dell’aspirante studente la sua idoneità alla frequentazione dei corsi. Chi supererà la selezione avrà accesso alla didattica e si impegnerà a ricambiare la gratuità del dono che questa esperienza costituisce dedicando alcune ore ad una delle associazioni senza fine di lucro che la scuola vorrà suggerire.


casting@tam-tam-tam.org


Alessandro Bulgini, la Lavazza ed il sistema dilettantistico dell'arte contemporanea


Alessandro Bulgini, la Lavazza ed il sistema dilettantistico dell'arte contemporanea

Alessandro Bulgini è un artista militante, un attivista dell’arte che si muove senza deleghe e rappresentanze e che da sempre sonda le relazioni  e le possibilità artistiche contemporanee dettate dai media integrati e performing media.
Nel 2009 Alessandro Bulgini propone al pubblico nel Condotto C di Roma una sua mostra personale dal titolo “Vivo”, curata da Fabrizio Pizzuto, il suo lavoro in quell’occasione consisteva in 12 panelli di Plexiglas, uno per ogni mese dell’anno.
Durante tutto il 2008 Bulgini aveva raccolto commenti, immagini, stati e quant’altro da Facebook, rendendo il suo profilo un opera viva,  il suo pubblico che spiava era inconsapevole di essere spiato, sondato e poi rivelato pubblicamente.
 Opera viva” è stato il titolo che lo stesso Bulgini ha dato ad una sua mostra al Bakery di Torino nel 2012, quale è la cosa incredibile di tutta questa storia
Che operazioni di propaganda e di puro marketing del sistema mercantile privatizzato dell’arte contemporanea e dei suoi addetti ai lavori passando per la viralità e la diffusione dei social network abbiano adottato ed adattato liberamente il processo creativo di Bulgini per farne pubblicità virale e partecipata.
 Spunta dal nulla una idea di Calendario Lavazza 2013 sostenuto nella poetica con un video virale  via facebook di Valentina Tanni curatrice d'arte e redattrice di Artribune dove si presenta uno sviluppo di gestazione processuale attraverso I social networks con il contributo del pubblico identico a quello del Bulgini, con la sola differenza che viene chiesta la complicità dello spettatore.
Coincidenze o becero sciacallaggio? 
Sicuramente dilettantismo da parte di certi addetti ai lavori convinti che gli artisti non abbiano più I mezzi per curare e sostenere criticamente e dialetticamente il loro lavoro e la loro ricerca (in fondo basterebbe citare la fonte di un processo creativo piuttosto che giustificare falsi storici e perderne in dignità professionale).
Comunque sia l’artista Alessandro Bulgini dovrebbe procedere con azione legale direttamente alla Lavazza, tanto per fare comprendere che in certi casi, sarebbe il caso di ragionare direttamente con gli artisti piuttosto che affidarsi a cialtroni bravi solo a materializzare ed imporre mercato anche dove non dovrebbe e potrebbe essere, lo farà?


Tavor Art Mobil, route n.7: Inverno


Riparte la Tavor Art Mobil 2013, il primo appuntamento è con Carmelo Gavotta artista alter ego di Marco Lavagetto, edicolante di Cuneo che ha rivoluzionato l’idea di sistema dell’arte con la sua partecipazione alla Biennale di Tirana del 2001; Itto e le sue pagine di Flash Art come supporto di supposti interventi pittorici; Matteo Tauriello e la sua alchemica capra a cinque stele; l’esplosione informale in cerca di forma di Paolo Cervino e l’idiozia animale dell’ umano di Marrali Calogero.

Per la sezione della memoria I guizzi pittorici di Orfeo Tamburi, I rilievi pittorici di Pino Pinelli, la musica visiva di Arman, gli esercizi ottici di Pol Bury, il gioioso catalano Mirò, le geometrie in movimento di Agostino Bonalumi e la luce di Marco Tirelli.

A leggere le loro ricerche gli ex operai Rockwool in lottta, ancora il lotta.

                                                                        Mirò

                                                               Pol Bury
 
                                                                  Mirò
                                                      Marco Tirelli
Pino Pinelli
Orfeo Tamburi
Agostino Bonalumi
                                                              Arman

                                                      Germanà

martedì 30 ottobre 2012

Rotte di sinistra possibile di G.Angelo Billia

CHIARIAMOCI
La situazione a sinistra è indubbiamente complicata, ognuno ha da difendere le proprie legittime convinzioni e le scelte organizzative conseguenti. Bene, non è un problema, è giusto partire da qui, dall’esistente. Sul versante opposto la borghesia procede, pur con le sue contraddizioni interne, a sviluppare un’azione unitaria per demolire lo stato sociale e assicurarsi la continuità del potere neutralizzando qualsiasi istanza d’emancipazione.
Durante la lotta di liberazione le organizzazioni antifasciste crearono un punto d’incontro nel CLN, luogo nel quale ognuno, mantenendo la propria specificità politica e organizzativa, contribuì a garantire l’unitarietà della lotta antifascista. Anche allora le cose erano complicate, ma c’era la semplificazione oggettiva del bersaglio da colpire: c’era una guerra scatenata dai fascisti, vent’anni di dittatura e parte del territorio nazionale occupato militarmente dai nazisti coadiuvati dai fascisti di Salò. 
Oggi la situazione è molto più confusa, il dualismo Italia-Europa proposto artatamente da molti, non solo in campo avverso, porta ad un primo sdoppiamento d’obiettivo: Euro o no? Europa o no? E’ pur vero che a sinistra sono pochi quelli che cascano nella trappola, ma è un problema presente e coinvolge le masse. 
L’avvento di Berlusconi, Capo del Governo, in quanto esponente diretto della classe dirigente, ha posto un altro problema di non facile soluzione. L’avversione per le misure del Governo si è personalizzata, quindi, caduto lui, molti si sono illusi che il peggio fosse passato. Questa è una delle ragioni che spiegano il credito popolare, sia pure temporaneo, all’operazione “Monti salva l’Italia”.
La crisi di sovrapproduzione ha favorito la crescita a dismisura del capitale finanziario e quest’ultima s’intreccia con la lotta, condotta senza esclusione di colpi, che vede contrapposti gruppi di potere internazionali. Il tutto ha permesso a Monti, ma non solo a lui, di stornare l’attenzione dall’elemento di fondo, le condizioni di vita e di lavoro, la disoccupazione e l’insufficienza della retribuzione quando il lavoro c’è. 
Il debito pubblico, in quanto tale, è composto in massima parte dal capitale finanziario. Se questo è vero è anche vero che un suo azzeramento forzato danneggerebbe in massima parte solo gli speculatori. Questa è la ragione per la quale Monti ha incentrato il suo intervento per salvarlo, cioè garantire gli investimenti speculativi e contribuire ad ulteriori guadagni, come si è visto anche con l’operazione di finanziamento europeo delle banche. Purtroppo accade che un’infima parte del debito sia composta anche dai risparmi dei lavoratori. Una piccola parte, ma tale da legare psicologicamente settori consistenti del paese al timore di perdere i propri risparmi. Purtroppo sappiamo che le misure di Monti porteranno allo svuotamento progressivo del valore di questi risparmi a tutto vantaggio degli speculatori. Resta il fatto che, in mancanza di chiarezza, i piccoli risparmiatori, elettoralmente parlando, si orientano verso l’area politica montiana.
Nel contesto appena accennato, spicca per diligenza il Capo dello Stato. La sua opera, incentrata sulla promozione della politica montiana, favorisce l’idea che il problema siano “ i conti in ordine” facendo digerire psicologicamente quella che appropriatamente è stata definita macelleria sociale.
I partiti politici presenti in Parlamento continuano a spendersi per difendere queste scelte distinguendosi fra di loro più sulla forma che sulla sostanza. Non inganni l’apparente eccezione della Lega e IDV. Quand’è stato il loro turno di governo hanno dimostrato la stessa vocazione degli altri partiti, nel contingente possono permettersi qualche volata in avanti per racimolare un po’ di voti in più e contare maggiormente nella spartizione.
Nell’operato di questi partiti, nella corruzione, nel malaffare, nella sostanziale impunità é condensata l’arroganza di chi è saldamente sul carro del padrone. Questo elemento è anche quello che maggiormente attrae l’attenzione, elettoralmente parlando. Di qui l’astensionismo crescente e le fortune di partiti che su questi elementi stanno costruendo il loro consenso.
In questa situazione, a mio giudizio appare chiaro che la costruzione di un fronte elettorale sul modello del CLN, pur essendo meglio di niente è inevitabilmente una scelta minoritaria. Se tutto andasse bene porterebbe al massimo alla somma dei voti delle varie sigle. Per fare il salto di qualità-quantità è necessaria una piattaforma politica costruita partendo dal modo di sentire delle masse, piattaforma nella quale ognuno rinuncia a un po’ della propria individualità di partito a favore di un vincolo collettivo. In caso contrario, qualora anche strappassimo una rappresentanza in Parlamento, non sarebbe espressione della sinistra d’alternativa, ma di una parte di essa e porterebbe in sé il germe di successive divisioni.
Francamente, quella che ho delineato è storia vecchia, non più proponibile in un contesto in cui l’unico modo di incidere è un fronte della sinistra programmaticamente monolitico. Credo che in quest’azione non ci sia spazio per “i più” e “i meglio”, costoro, se ci sono, facciano pure la “rivoluzione” per conto loro.

G. Angelo Billia

domenica 28 ottobre 2012

Valentina Danni



VALENTINA DANNI E L’INFORMAZIONE AMATORIALE

 Il progetto Lavazza è una grandissima cagata, la stessa Valentina Tanni ha sempre lavorato in una direzione opposta a quella che dichiara in video, si è sempre schierata con la sua professionalità a sostegno della distinzione tra dilettanti e mondo specialistico dell'arte....

 Vergogna!

 Che il progetto possa non essere interessante, o se esista un caso effettivo di plagio sono questioni su cui si può discutere. Ma dire che mi sono sempre "schierata a sostegno della distinzione tra dilettanti e mondo specialistico dell'arte" è un'affermazione falsa. Ho sempre guardato con enorme attenzione e curiosità alla sfera della creatività cosiddetta "amatoriale" e soprattutto ho sempre messo in grande dubbio la stessa idea di arte come professione. Un saluto.

 cara Valentina comunque che tu dica che non avevi collegato o che sulla pagina della lavazza si scriva che sono attenti alle dinamiche dell'arte (si vede) senza sapere della mia esistenza lo trovo fortemente lesivo perchè in questa maniera si dichiara di non essere a conoscenza del mio lavoro(ma guarda un po) nonostante siate tutti collegati sul social e non solo, troppo facile prendere spunti e dire di non essere a conoscenza del piccolo pesciolino...e questo fa di voi esperti?..nessuno sa che sono anni che lavoro su fb come opera?

 Ma per piacere, avete anche da sempre avallato un politica critica e curatoriale mirante all'esclusione degli artisti specialisti e professionisti che da sempre hanno lavorato con i social network per materializzare nuove possibilità di sistema attraverso il web ed ora su un territorio che costituisce una fetta significativa d'indottrinamento e di mercato inseguite e rivedete, per fortuna nell'ambito dello stesso web al di la di pessime informazioni sullo stato dell'arte contemporanea c'è la possibilità di leggere i vari passaggi professionali e contenutistici del lavoro "amatoriale" che addetti ai lavori come te compiono da anni. Un caro saluto e mi vergogno io per certa ipocrisia curatoriale e critica.

Alessandro ma lo conosci il percorso di Valentina Tanni? Nasce sul web, delfino di Tonelli, alla rincorsa di pubblicità a pagamento, addetti ai lavori ed introiti pubblici, forum sull'arte chiusi, dilettanti costretti ad abbonarsi e poi la fuga su Artribune, qualche passaggio curatoriale chic, insomma il nulla, questa è la nuova critica rampante nata vecchia che manipola il web per immobilizzare lo stato della ricerca artistica contemporanea....
 ..cosa dovrei dire Mimmo? se VAlentina dice di non conoscere il mio lavoro io per cortesia devo dire di non conoscere il suo
Alessandro, certo che so che lavori su Fb, ma non mi ricordavo di questo titolo e non avevo collegato. Esistono centinaia di artisti che lavorano sui social network, non è certo un'esclusiva di qualcuno. Sulla coincidenza del titolo invece, la questione va approfondita. Non conosco a fondo il tuo lavoro e lo ammetto senza nessun tipo di problema, coglierò questa occasione per colmare una delle mie tante lacune, come faccio sempre.
Mimmo: grazie per questo riassunto del mio "percorso", sto pensando di sostituirlo alla mia bio.
 eccolallà...la coincidenza degli artisti che lavorano su fb....
non parlo di "coincidenze". dico che usare la stessa piattaforma non vuol dire fare lo stesso lavoro. andiamo.
per carità non riconosciamo la cronologia delle cose....
 Ma infatti Valentina Danni è una signora nessuno che senza l'esplosione di riviste specializzate digitali amatoriali attraverso il web nessuno avrebbe mai notato, sostenute dai privati hanno immiserito il senso del confronto critico tra gli artisti ed i media digitali, c'è una Valentina danni in ogni città d'Italia, il nulla assoluto che rivendica anche una certa autorevolezza in materia, ma per piacere....
qualcuno avrà pur incominciato no? ti sembra così strano che il sottoscritto sia stato un pò uno dei "pionieri?"
vorrei ricordare per chi non lo sa che il sottoscritto alla fiera di bologna e torino di diversi anni fa proponeva stampe su plexi delle pagine fb...ma non approfondisco va
Non mi sembra strano e non sto negando niente. Mimmo, per cortesia, vai a sfogare la tua solita frustrazione da un'altra parte.
...Alessandro questi saccheggiano e costruiscono a tavolino, una regola di questi amatoriali addetti ai lavori che si vorrebbero connotare come professionisti e ammortizzare una ricerca scomoda di un artista attraverso un altro artista comodo ed in questa maniera delegittimare e marginalizzare l'origine, ma non prendertela a male, non capiscono veramente un cazzo di arte contemporanea è l'amatorialità mascherata da professionismo, processo partito proprio con la stessa Valentina danni su ExibArt....


...che problema c'è Valentina? Sto facendo un analisi storica delle tue conclusioni critiche su un certo stato dell'arte contemporanea, insomma racconti inconsciamente un tuo percorso mi sembra....
sono sconfortato...è talmente evidente..come è evidente che siamo nel caos, tutto è valido,veramente è inutile che continui il mio percorso se non vengono riconosciute le tempistiche e la bontà di un lavoro,sono stato esposto sono stato pubblicato,ma solo se si muovono le grandi economie vieni titolato.
Valentina giusto per.....il mio ex gallerista Valerio Tazzetti di Photo & co. di torino espose questi lavori qui (non credendoci nemmeno poi tanto) ad artissima....i signori Lavazza ebbero modo di vedere questo lavoro...e magari lo trovarono poco interessante...correva l'anno 2009
che bella sputtanata x Valentina Danni ! facile lavorare col lavoro degli altri...Alessandro ...è il tuo lavoro, siamo tutti testimoni, siamo stati tutti partecipi del tuo progetto anni fa e siamo tutti adesso pronti a difenderti, la cronologia è documentata dall'inizio !
mimmo, citami una sola volta che ho sostenuto un artista per il suo "nome". citami una marchetta che ho fatto. citami per favore una recensione insincera. citami un qualsiasi testo o occasione pubblica in cui ho difeso il sistema dell'arte.
alessandro, posso capire il tuo fastidio, e come ti ho detto, approfondirò (anche perchè mi interessa).
...non mi parlate più per favore della piattaforma.....e le centinaia di artisti...in italia ne ho conosciuti pochissimi e tutti dopo di me...
dimostrare il contrario please...io posso dimostrare quanto affermo

Ragazzi, io sono stata solo intervistata, non c'entro niente con il progetto. Non l'ho scelto, nè concepito, nè ci ho guadagnato. Ora scusatemi ma devo andare. Buona domenica.
Valentina ci metto un attimo, intanto però lasciami dire che è il sistema che sostieni che palesa la tua incoerenza, citami tu un reale artista scomodo che hai sostenuto....
 ...non sono marchetta è una presa d'atto già supina nei confronti dei poteri forti, le marchette di Diprè sono più dignitose dovresti cominciare a farle e raccontare un poco di tutto per emanciparti un poco....
Gossip spicciolo di nomi e situazioni che tirano nomi e situazioni, ma Alessandro da una che interpreta giornalisticamente la sua professione che cosa ti aspettavi? Poi lavora per Artribune, insomma....

venerdì 26 ottobre 2012

Massimiliano Gioni.

Massimiliano Gioni non ha ancora quarant'anni e sarà il curatore della prossima "Biennale di Venezia- Palazzo Enciclopedico", 13-14 milioni di euro il budget, 90 i paesi invitati compresa la Santa sede. Lui è l'alter ego di Maurizio Cattelan scelto da Paolo Baratta, il suo programma è quello di realizzare attraverso le selezioni seduzioni letterarie, per fare questo si orienterà verso alcuni artis
ti non professionisti , lui la controfigura dietro i bambini impiccati sponsorizzati Trussardi nel 2004, nel 2012 l'opera di Cattelan con il dito medio rivolto verso Piazza Affari dal comune di Milano è stata acquistata, sostiene che l'arte ridefinisce l'accettabile in realtà l'arte rappresenta l'accettabile in via di definizione e non è proprio la stessa cosa.
Dichiara di non volere che si domandi il prezzo delle opere selezionate e come comprarle ma che si chieda cosa significano, insomma la cultura non si sporca con il denaro, ma quattordici milioni di euro oggi sono uno schiaffo in relazione alla più etica e meno estetica biennale sgarbiana. Non siamo davanti a buoni segnali.

mercoledì 24 ottobre 2012

Il fatto quotidiano e Politi

"Il Fatto Quotidiano" è  pessimo, giustizialista e di destra sociale, populista più che popolare, fondato sulla pubblica gogna che vende e svende piuttosto che sui diritti del pubblico, è l'unico che però nelle sue analisi spicciole si orienta attraverso Flash Art, ragiona sul sistema ma non offre mai altro. Certo da consumatore passivo mi potrei gongolare a vedere etichettato Politi da Malcom Pagani 
come un "apologeta che rivendica" e di Ornaghi che dichiara ad una giornalista: "Melandri ha avuto una legion d'onore e una laurea honoris causa. Io ne ho due, lei ne ha conseguito qualcuna?", ma poi penso che le analisi dovrebbero andare oltre la presa per i fondelli e le squalifiche e che un altra informazione invece che seguire tam tam preconfezionati potrebbe cercare altre notizie, altrimenti non si fa cultura ma la si nega senza rotta di direzione.
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Insomma il nuovo presidente del Maxxi non è un banchiere o un finanziere che poteva direttamente cercare investitori, stipulare accordi e sponsor e quindi finalmente emancipare di fatto gli interessi privati dai fondi pubblici degli ignari contribuenti.
Il Maxxi è come polo di comunicazione del mercato artistico e del turismo culturale fondamentale dal punto di vista strategico, il New York Times nel 2010 scriveva: americani se siete a Roma visitatelo!
La storia è inquietante l'ex presidente Pio Baldi è stato costretto a Maggio alle dimissioni pur con un bilancio consultivo attivo di un milione e seicento mila euro, non poco, si è parlato di risanamento forse non necessario che ha materializzato un milione di euro dal ministero e quattrocentomila euro dalla controllata dello stesso Mibac.
A brevissimo sapete quanti denari gireranno attorno al Maxxi? 25 milioni per la costruzione del palazzo Fendi ed altrettanti per occupare, il presidente valuterà gli appalti pubblici con concorso, soldi e stanziamenti privati in un bene pubblico.
Alla luce di questo, un museo che dovrebbe essere pubblico riuscirà ad essere indipendente? Non si sta contaminando un luogo nel suo territorio dalle fondamenta?
Il Ministero gestirà in prima persona un importante nodo della comunicazione artistica contemporanea italica, visto come è trattata la pubblica istruzione artistica in Italia, siamo in buone mani?

Bannato da quel genio di Aldo Nove

IO, SALLUSTI E QUEL GENIO DI ALDO NOVE (?)

Aldo Nove:
Su Twitter girava e ancora gira l'hashtag "Siamo tutti Sallusti". Ecco, mi piace precisare che io no, non sono Sallusti. E che un giornalista che per motivi ideologici ha diffamato una persona fino a metterne in pericolo la vita, generando da parte di terzi ripetute minacce di morte, se ne deve giustamente andare in carcere. In silenzio. Altroc
hé siamotuttisallusti.

Mimmo Di Caterino:
 No, non sono d'accordo e non sono Sallusti, questo è un discorso duttile e domani potrebbe capitare a chiunque, il principio che uno manifesti un pensiero critico e si ritrovi in galera o a vedersi pignorati i beni non mi piace è una negazione dell'altro.
Tutti hanno diritto di dire quello che cazzo vogliono e tutto hanno lo stesso diritto di agire di conseguenza, il reato di diffamazione è una cazzata, la diffamazione è uno strumento che serve a ragionare ed a portare alla vera essenza delle cose, attraverso la diffamazione si può arrivare al limite alla negazione o all'umiliazione attraverso la revisione o la pubblica mortificazione mediatica, questo dovrebbe avvenire in un paese civile e democratico, non la galera, il confine tra critica, provocazione e diffamazione è molto labile ed è funzionale solo agli studi legali, Sallusti mi sta sui coglioni, ma qui si sta rappresentando comunque qualcosa di così giustizialista e forcaiolo che non mi appartiene,

Aldo Nove:  Se dico a tutta Italia che sei uno schifoso assassino e il tuo telefono continua a squillare con anonimi che ti dicono che ti fanno fuori come un cane scommetto che poi non mi vuoi molto bene.

Mimmo Di Caterino : Se non si è quello che l'informazione errata diffonde ci si confronta sul contenuto piuttosto che attivare uno studio legale, altrimenti c'è il rischio di attestare trasversalmente il timore dell'informazione errata o di consegnare la verità dell'informazione ai poteri forti, questo tra Sallusti ed il magistrato era ed è uno scontro tra titani, ma applicare lo stesso ragionamento in microscala crea effetti collaterali non da poco, per cose come questa sarebbe da correggere il tiro della costituzione, in una società civile liberi tutti di esprimersi e poi via il confronto e la pubblica mortificazione di chi con facilità emette giudizi, altrimenti si rappresenta uno stato di polizia e di pulizia della parola e non è bello.
Comprate oggi un qualsiasi quotidiano e ragionate su quante notizie siano vere e quanto false, Sallusti capro espiatorio è pericolosissimo, una specie di pussy riot di destra al soldo del potere, state sbagliando tutto.
L'articolo l’ho letto e non mi sembra così distante da tanti editoriali se non nel contenuto da cristiano integralisti ed un poco forcaiolo che è lo stesso dei vostri commenti, non sono Sallusti ma neanche contro, non prendo posizione ma se so che uno rischia la galera per una cosa detta o scritta penso di vivere in una nazione di merda, anche se non condivido una virgola, tutto qui, si sta creando un finto martire di destra per mettercela a tutti nel culo, niente di strano, non fosse che mi sembra che qui non si sia proprio compreso, qui non è colpiamo uno per educarne cento, qui è un montiamo una caso per schiaffarla nel culo a tutti ed alimentare un bipolarismo che su questioni come queste non dovrebbe neanche esistere....

Aldo Nove @Mimmo: Ti sto bannando perché ostenti l'unica cosa che ormai non sopporto più: la stupidità.

Mimmo Di Caterino: Qual'è il problema dell'articolo? Si tratta di un raccontino, una favoletta, fa cagare, ma resta una favoletta, se ci si fa influenzare da un articolo cosi, il coglione non è chi scrive ma chi legge, tutto qui, altrimenti condanniamo anche Aldo Nove per i suoi libri dove tutti ci ritroviamo a vivere lo stesso incubo se nella nostra vita di plastica qualcosa comincia a non funzionare, insomma distinguiamo tra chi scrive e chi legge, questo può uccidere un confronto e costituire ignoranza diffusa, detto questo esco, ribadisco liberi tutti di leggere e scrivere tutto ma non di giustiziare e demonizzare non è da paese civile, il disturbo bipolare nella nostra nazione passa anche per queste cazzate....

domenica 21 ottobre 2012

Maxxi, Melandi e Bonami

Leggo su "La stampa" un incredibile attacco di Francesco Bonami (ex artista divenuto curatore dove essere passato per la palestra di "Flash Art" alla ministra Melandri.
 Sostiene che il Maxxi, il museo della arti del ventunesimo secolo firmato Zaha Hadid, aperto nel 2010 sia già finito perché non programmato nel modo giusto,  a partire dal concorso per l'edificio, accusa la responsabile ex ministro della cultura di avere montato una imbarazzante collezione di arte contemporanea, dal punto di vista qualitativo e del costo. Accusa anche l'attuale ministro Ornaghi di avere nominato a capo del museo la responsabile principale dei suoi mali.
Perché Bonami attacca così?
Non ci vuole un genio a capirlo e lo spiega lui stesso:

"Un archeologo non può essere al vertice di un museo d'arte contemporanea.....Un politico può fare il presidente di una Fondazione culturale come figura che ne tutela l'autonomia non quella che plasma la sua missione". 

Non una parola su come le Fondazioni Culturali stiano trattando la non restituzione se non in minima parte di un debito contratto con la stato di cui si prevede la restituzione di una quota per fare gravare il resto della spesa a carico dei contribuenti ignari, il Maxxi dovrebbe chiudere come tanti Musei e Fondazioni d'arte contemporanea che in nome di ricchezze e culture private contribuiscono in tempi come questi ad immiserire la comunità.
Il problema non è la Melandri e Bonami che l'attacca fa sorridere, quasi non si sapesse che è un uomo al soldo del mercato privato ed un mercenario della cultura artistica (niente è peggiore di un artista che per interesse decide di fare il curatore), il problema è che certi spazi non hanno senso alcuno e non ha senso che il mercato privato Musealizzi il contemporaneo, il contemporaneo esiste da sé, la storia del presente non si può  arrogare nessuno il diritto si scriverla e di giudicarla, altrimenti quale differenza ci sarebbe tra il critico e lo storico? Bisogna tornare a comprendere è un critico ha un valore molto relativo, vale quanto un pessimo giornalista, la storia l'insegna, il problema è che nessuno studia più la propria storia e che di questa si perde e frammenta quotidianamente il senso.

mercoledì 17 ottobre 2012

Succede in Venezuela


Arte e politica, la voce di un’artista venezuelana:


El Sistema del Arte, para la venta, es igual que los gobiernos comunistas, solo unos pocos tienen acceso y la posibilidad de exponer sus obras de arte. Hay veces que yo me formulo la pregunta ¿Para qué estudiar tanto, para que producir grandes cantidades de obras?, por lo ejemplo en Venezuela, específicamente, cuesta una fortuna enmarcar las obras de arte con las Maria Luisas más económicas y cumplir los requerimientos de las galerías de arte : Parspartú y el Vidrio anti reflejo, y para colgarlos en la pared buenos ganchos de agarre. O SEA, una obra de 60 x 90 en Venezuela cuesta un promedio de 350bsf cuánto costaría una producción de 250 obras, y el alquiler de una galería, más la comisión del Mesenas, y el Fotógrafo. ¡UNA FORTUNA! Solo unos pocos pueden exponer, solo unos pocos tienen acceso al mercado del arte, los que están ligados al gobierno. Blanca Amelia Gabaldón


Il sistema dell'arte, per la vendita, è proprio come i governi comunisti, solo pochi hanno accesso e la possibilità di esporre le loro opere d'arte. Ci sono volte che io sto mettendo la domanda cosa studio, producono grandi quantità di opere?, per esempio in Venezuela, in particolare, costa una fortuna incorniciatura opere d'arte con la più economica Maria Luisas e soddisfare i requisiti delle gallerie d'arte: Parspartu e vetro antiriflesso e appenderli sui ganci di buona presa muro. O un lavoro di 60 x 90 in pendenza Venezuela una media di 350bsf quanto costerebbe una produzione di 250 opere e il noleggio di una galleria, più la Commissione di Mesenas e fotografo. UNA FORTUNA! Solo pochi possono essere esposti, solo pochi hanno accesso al mercato dell'arte, che sono collegate al governo. Blanca Amelia Gabaldón


lunedì 15 ottobre 2012

Art Basel, Hong Kong 2012


Partecipiamo ad Art Basel a Hong Kong?

Un messaggino su face book recita così:
Ciao, mi mandi alcuni lavori sulla vostra Tavor Art Mobil a questo indirizzo e-mail?

Ovviamente rispondo:
Mi spieghi il perché?
Questo che comincio a mettere a fuoco come un curatore, tale Robby Pappina mi scrive perentorio:
Si tratta della selezione Art Basel ad Hong Kong. Robby

Al che gli spedisco tutte le coordinate della nostra idea di Altro sistema dell’arte e la comunicazione si sposta da face book alle nostre e-mail private.

Risponde in questa maniera:
Interessante il tuo lavoro Mario, perché non entri nel circuito Artfig69, puoi esporre con noi presso fiere, fondazioni e case d’asta internazionali.
Cordialità, Robbye

Ridivento perplesso e gli scrivo:
Cosa è questo circuito Artfig69, fammi capire…..

Mi risponde in maniera molto celere  in questa maniera:
Con una quota di 2900 euro partecipi a questa fiera internazionale dal 23 al 26 Maggio 2013, sempre che tu venga accettato dalla nostra commissione tecnica e quella di Art Basel. La quota comprende trasporto, permessi, sdoganamento ed allestimento degli stand,  quattro è il nostro numero di membri che parteciperanno.
Cordialità Robbye
Art Fig 69

Mi manda il vasto elenco di gallerie che hanno partecipato dal 2008 ad oggi che non vi riporto perché ci tengo alla vostra sanità e santità mentale e dei cataloghi digitali, guardo solo la copertina, Art Basel 08 ad Hong Kong sponsorizzata dalla Lehman Brothers, il catalogo zeronove non ha sponsor dichiarati (?), il catalogo zero dieci è sponsorizzato dalla Deutsche Bank, stesso sponsor per l’anno zero undici ed il corrente zero dodici dove questo curatore reputato interessante il mio lavoro mi dice che qualora dovesse arrivare a Basel dovrei sganciare allegramente duemilaenovecento euro, a questo punto essendomi fatto una chiara idea di questa indecente proposta di puro visibilismo internazionale gli rispondo celere e perentorio: Ma vaffanculo!

venerdì 12 ottobre 2012

Altro sistema dell'arte

I troppi sedicenti artisti, sono figli delle troppe e sedicenti accademie, dei troppi e sedicenti licei, dei troppi e sedicenti curatori, dei troppo e sedicenti critici, dei troppi e sedicenti galleristi ed anche dei troppi e sedicenti politici in cerca di rappresentanza attraverso l'opera ed il lavoro dell'artista; nel mio sistema dell'arte per evitare abiure l'artista fa rete con altri artisti e solo con loro s'interroga sul senso del suo lavoro ed il resto lo determina il pubblico, tra l'altro forse sfugge, ma il novecento artistico si apre proprio all'insegna di questo, oggi questa schizofrenia è diventata norma, ma io non sono ancora convinto che il privato del mecenate abbia avuto la meglio sul privato dell'artista, si tratta di una pia illusione funzionale al valore dei soldi, l'arte esiste dove c'è un artista che in autonomia vive e ricerca, il resto sono cazzate da "non addetti ai lavori" e m'interessano molto poco se non per fare contro informazione sullo sciacallaggio ai danni dell'arte creato sull'idea che arte e storia dominante abbiano molto in comune, lo hanno nella stessa misura in cui la scienza e la storia hanno qualcosa in comune, è tutto rinegoziabile fino a prova contraria e l'artista che oggi non lavora per rinegoziare questo equilibrio è a mio modesto avviso un disonesto pezzo di merda mosso a tutela del suo burattinaio, preferisco "pinocchi" in cerca del senso dell'umano attraverso i loro errori.