mercoledì 31 ottobre 2012

Alessandro Bulgini, la Lavazza ed il sistema dilettantistico dell'arte contemporanea


Alessandro Bulgini, la Lavazza ed il sistema dilettantistico dell'arte contemporanea

Alessandro Bulgini è un artista militante, un attivista dell’arte che si muove senza deleghe e rappresentanze e che da sempre sonda le relazioni  e le possibilità artistiche contemporanee dettate dai media integrati e performing media.
Nel 2009 Alessandro Bulgini propone al pubblico nel Condotto C di Roma una sua mostra personale dal titolo “Vivo”, curata da Fabrizio Pizzuto, il suo lavoro in quell’occasione consisteva in 12 panelli di Plexiglas, uno per ogni mese dell’anno.
Durante tutto il 2008 Bulgini aveva raccolto commenti, immagini, stati e quant’altro da Facebook, rendendo il suo profilo un opera viva,  il suo pubblico che spiava era inconsapevole di essere spiato, sondato e poi rivelato pubblicamente.
 Opera viva” è stato il titolo che lo stesso Bulgini ha dato ad una sua mostra al Bakery di Torino nel 2012, quale è la cosa incredibile di tutta questa storia
Che operazioni di propaganda e di puro marketing del sistema mercantile privatizzato dell’arte contemporanea e dei suoi addetti ai lavori passando per la viralità e la diffusione dei social network abbiano adottato ed adattato liberamente il processo creativo di Bulgini per farne pubblicità virale e partecipata.
 Spunta dal nulla una idea di Calendario Lavazza 2013 sostenuto nella poetica con un video virale  via facebook di Valentina Tanni curatrice d'arte e redattrice di Artribune dove si presenta uno sviluppo di gestazione processuale attraverso I social networks con il contributo del pubblico identico a quello del Bulgini, con la sola differenza che viene chiesta la complicità dello spettatore.
Coincidenze o becero sciacallaggio? 
Sicuramente dilettantismo da parte di certi addetti ai lavori convinti che gli artisti non abbiano più I mezzi per curare e sostenere criticamente e dialetticamente il loro lavoro e la loro ricerca (in fondo basterebbe citare la fonte di un processo creativo piuttosto che giustificare falsi storici e perderne in dignità professionale).
Comunque sia l’artista Alessandro Bulgini dovrebbe procedere con azione legale direttamente alla Lavazza, tanto per fare comprendere che in certi casi, sarebbe il caso di ragionare direttamente con gli artisti piuttosto che affidarsi a cialtroni bravi solo a materializzare ed imporre mercato anche dove non dovrebbe e potrebbe essere, lo farà?


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