mercoledì 30 ottobre 2013

Bilderberg e Mes: Il servizio che "Le Iene" non hanno voluto fare.

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lunedì 28 ottobre 2013

Antonio Conte per la Tavor Art Mobil:)


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Tavor Art Mobil nr.13

7 Settembre –  31 Dicembre 2014: Autunno – inverno al vento.

Pablo Echaurren (Premio ricerca pittorica Tavor Art Mobil 012)
Feat  Claudio Parentela, Antonello Roggio, Cirillo Salvatore, Mario Pugliese, Mario Di Giulio, Giacomo Bresciani, Antonio Conte e Ugo Giletta



Le Nazioni Unite? Non pagano!


Gentile Direttore,
sono rimasto piuttosto sorpreso nell’apprendere che “Le Quattro Giornate del Cinema di Napoli”, giovane e meritorio festival di cinema che intende innescare una riflessione sul rapporto tra cinema, giovani e mondo del lavoro, dedicasse un evento speciale alla proiezione di un documentario, “the Earth: our home, realizzato nel 2010 da ACT Multimedia di Cinecittà e da OCCAM di Milano per conto delle Nazioni Unite (almeno stando ai comunicati stampa) e scritto dallo sceneggiatore Vincenzo Cerami, com’è noto, recentemente scomparso.
In effetti mi è sembrato un discreto paradosso.
Il punto è che io sono il montatore del documentario in questione (che è sostanzialmente un film di montaggio, nel senso che assembla materiali visivi tratti da grandi film della storia del cinema) e, per il lavoro che ho svolto senza soluzione di continuità per circa 4 mesi e per cui spesso mi sono dovuto trattenere anche la sera, non ho percepito ancora il becco di un quattrino.
Ѐ da tre anni che chiedo ai produttori del film di venire pagato, anche attraverso la mediazione di un avvocato, ma Act Multimedia, OCCAM e Nazioni Unite (che peraltro sostengono di non avere nulla a che fare con il documentario) rispondono in maniera confusa e/o si palleggiano le responsabilità, nel più classico degli “scarica barile” all’italiana.
Ora, immagino che nella mia situazione si trovino tante altre persone, e che una storia come quella che ho appena raccontato suoni, ahimè, sin troppo familiare ai tanti giovani cineasti che in questi giorni affollano la neonata kermesse partenopea, abituati a non vedersi riconosciuti alcuni tra i diritti più elementari di un lavoratore, come avere un contratto e ricevere un compenso.
Proprio per questo motivo mi sembra(va) importante segnalare ad un festival così esplicitamente orientato ai problemi del lavoro che, se addirittura i produttori di un film “realizzato per conto delle Nazioni Unite”, a cui hanno preso parte premi Oscar del calibro di F. Murray Abraham, Vittorio Storaro e Ennio Morricone, ritengono non sia necessario stipendiare i propri principali collaboratori e continuano a presentare il loro film a festival e televisioni come se nulla fosse (guadagnandoci in prestigio e in immagine), beh, forse una seria riflessione sull’argomento qualcuno dovrebbe/potrebbe cominciare a farla.
Credo che la “mission” di una kermesse come quella partenopea, oltre a sostenere iniziative intese ad agevolare l’ingresso di giovani cineasti nel mondo del lavoro e favorire la costituzione di una rete di professionisti dell’audiovisivo, dovrebbe consistere anche nell’incoraggiare e promuovere una cultura della trasparenza, della legalità e della meritocrazia, contro le tante zone d’ombra e, ça va sans dire, contro le insopportabili pratiche del nepotismo e dell’illegalità di cui da troppo tempo soffre il cinema italiano.

Piero Tomaselli - 
Roma


                                                             Vincenzo Cerami


domenica 27 ottobre 2013

La Locomotiva Magazine: AlfonsoSiracusa, classe '63, si rifà nelle sue ope...

Alfonso Siracusa, classe '63, si rifà nelle sue opere a quelle che oggi vengono definite “teorie complottiste”, le quali identificano alla base delle manipolazioni della coscienza della massa e dello stravolgimento della realtà operato dai potenti principalmente attraverso i media, la volontà di creare un Nuovo Ordine Mondiale.
Che si creda o meno in queste teorie, le opere di Siracusa racchiudono un grande potere evocativo, abbracciando e indagando in modo non comune i problemi della società contemporanea e il male di vivere dell'uomo moderno.




Dove è nata l'idea di avvicinarti a tematiche complottistiche, quali sono i tuoi intenti, le tue finalità come artista?

Sono attratto dalle icone che mantengono o acquisiscono, dietro strategie non casuali, una grande forza attrattiva verso le masse popolari e non solo, e che assecondano la vorace fame di spiritualità di molti e il grottesco e blasfemo mercato del sacro di alcuni.
La finzione della realtà che governa il mondo si riflette nelle mie opere, un'ambiguità che, ribaltata di segno, riemerge in un'idea di “con-fusione”, sobbarcandomi forse coraggiosamente e paradossalmente come valore e come riferimento e da farne il nocciolo centrale e l'assillo pregnante della mia ricerca artistica.
Questo è il mondo che annuncio o denuncio nelle mie opere, i complotti internazionali che pilotano l'elezione di Obama, il sabotaggio delle torri gemelle per far credere al mondo intero che è stato Bin Laden e avere motivo per invadere l'Afghanistan, la storia di Steve Jackson Games e l'organizzato impedimento di svelare i piani degli Illuminati attraverso il suo gioco dei ruoli, la supremazia dell'impero britannico non più basata sulla guerra, ma sullo spionaggio attraverso simboli gnostico-luciferini e altro ancora che fa sempre riferimento ai poteri occulti e alla finzione storica.
Molti sono incuriositi e perplessi dal mio accanimento nei riguardi della pittura tradizionale, olio su tela, acrilico e ritratti, all'interno delle mie installazioni. Non dipingo in modo anacronistico, anzi nei miei dipinti e nelle mie installazioni inserisco degli oggetti e dei giocattoli comprati nei mercatini e supermercati, assegnando loro una funzione precipua all'interno delle opere, in tutto ciò non credo di essere ridondante, anzi assemblo diversi linguaggi presenti nella comunicazione mediatica e artistica contemporanea, evitando la “pesantezza”, come nella costruzione di frasi visive con oggetti più disparati, come borse termiche, aerei in carta gommata, mappamondi in spugna antistress, griglie, Tende, bussole, aerei giocattolo, torci da terra, detriti, barbecue e statuette in resina ed infine modelle non professioniste con mascherine, in tutto ciò a volte si rischia di scadere nello scontato e nel ridicolo, ma il tutto viene condito con ironia ed ilarità, in un contesto contemporaneo realizzato con caratteristiche prettamente ludiche. Mi interessa provocare i visitatori ed i fruitori occasionali, tali da farli diventare una componente fondamentale della mia arte. In me forse alcuni vedono una non troppo velata missione, quella di rendere consapevoli dei poteri che occultamente reggono il mondo e della falsità creata, sotto forma di realtà, in cui questi poteri ci manipolano e ci fanno vivere.


Quali sono le opere che ritieni rappresentino in modo più significativo il tuo lavoro e la tua ricerca artistica?

Le opere che ritengo più rappresentative e significative attualmente sono:

L'installazione The Illuminate Millennium Rituals del 2008, che ritrae la regina Elisabetta avvolta dall'oscurità, con gli occhi e la bocca chiusi, così come serrata è la bocca dell'alieno che le sta dietro, a simboleggiare un potere che si fonda sulla segretezza, caratteristica di ogni potere che si prefigge di durare nei secoli. E, ancor di più, il messaggio dell'opera diventa evidente con l'introduzione dei simboli gnostico-luciferini prettamente anglosassoni, come la volpe e il corvo, o la sbavatura di sangue che s'intravede sulle labbra, la bussola e il disco volante rappresentato sopra la corona della regina. Nell'opera campeggiano, ancora, oltre al disco volante emblema delle logge massoniche di alto livello e simbolo dell'unità dei fratelli e della loro conoscenza condivisa, alcuni 'Orbs, sfere di energia, utilizzati, da forme di vita interplanetarie/interdimensionali per osservare la vita sulla terra ed altri pianeti. Il tutto si completa con la presenza del simbolo Raiufo, inventato da me, a rappresentare la finestra multidimensionale attraverso la quale guardare gli eventi.



StarPioTrek è un olio su tela del 2008, quante volte l'immagine del grande Santo di Pietralcina è stata usata per illustrare prodotti in un volgare, disgustoso mercimonio!
Tali santini nelle mie opere vengono manipolati, contaminati e ibridati con altre icone della cultura visiva contemporanea, quasi a sottolinearne, a dispetto del gradiente del sacro in esse contenute, gli analoghi meccanismi trasmissivi e l'uguale potenzialità coercitiva dell'immagine.
Così, in un novello canale televisivo satellitare e intersiderale da me inventato e ironicamente chiamato Raiufo, San Pio da Pietralcina, meglio noto come Padre Pio e santo di fresca nomina, diviene, con le orecchie appuntite e gli occhi rilucenti, un alieno tra gli alieni di nome StarPioTrek.

L'installazione Obsama del 2009, un collage di carta e olio e acrilico su tela, è centrata sul cosiddetto “inganno Obama”, sull'elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama. Sostanzialmente propendo per una verità dei fatti che attribuisco al miliardario ebreo-ungherese George Soros e alla sua gag internazionale, costituita da una folla di attivisti liberali, la responsabilità di aver portato Obama alla presidenza. Le motivazioni di tale complotto, che falsificò il certificato di nascita del candidato per eliminare la prova della sua incandidabilità, sono riscontrabili nelle scelte operate dallo stesso per “ringraziare” i suoi patrocinatori, come l'aumento del deficit di bilancio, il nuovo piano di salvataggio di Wall Street, il controllo della General Motors, la socializzazione dell'assistenza sanitaria, la depredazione del Tesoro da parte di Goldman Sachs, la concessione dei poteri alla Fed e l'espansione delle guerre globali in Asia. Tra i progetti da realizzare ce ne sono tanti altri che dovrebbero mettere a repentaglio la privacy di tutti e ampliare il controllo su tutta la popolazione attraverso l?inserimento di microchip sottocutanei.
Nell'opera campeggia il ritratto del presidente sul viso del quale colano i colori della bandiera, mentre dall'altra parte le stelle sono dei puzzle realizzati con le foto delle vittime dell'11 settembre. Al centro in alto, sopra la fronte, è rappresentata l'astronave che portò in tempi non sospetti un Obama giovane a visitare il pianeta Marte, prima che il medesimo diventasse presidente degli Stai Uniti d'America. Sul bordo superiore dell'opera il simbolo dell'America, la statua della libertà. L'origine di quest'ultima, per altro, essendo stato un regalo dei massoni Francesi ai massoni Americani, ed è una copia dell'icona che campeggia sulla Senna.
Secondo la mitologia massonica, le statue della libertà simboleggiano la regina Semiramide e Iside. Il Sole a sette raggi, che circonda il capo della statua è anch'esso un simbolo di origine ermetica. Entrambi le statue della libertà reggono in mano la torcia che simboleggia l?Illuminazione, la Luce, la Conoscenza ed è un segno della Tradizione Primordiale e Unica. 


Long life and prosperity 2009 Star Trek è stato un evento culturale, che ha creato un immaginario collettivo negli Stati Uniti e nel mondo.  Parla delle loro avventure, nell'esplorazione del cosmo "alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima". Nella mia opera "SpokObamaTrek" (45° Presidente degli Stati Uniti d'America) è sul  barbecue,  per ora spento. In primo piano, un globo terrestre  in plastica, finto come coloro che pensano di "dominare" il pianeta che ci ospita.




Più complesso nei suoi significati esoterici è l'installazione Illumi-Nati 2013, costituita da quattro uova sode dipinte con pennarello, quattro portauova di plastica, un uovo rosso dipinto con colori acrilici, un uovo di struzzo sospeso, una scacchiera in marmo e, a terra sul parquet, un ambigramma “Illuminati” in stile newgotic, realizzato con zucchero a velo ed una banconota da cinquanta euro, dove i simboli massonici e dell'Ordine degli Illuminati si stratificano e si accalcano.
Il pavimento a colori bianchi e neri, o leggermente variato nei colori ma sempre bi-cromo, è la superficie calpestabile rituale di ogni loggia massonica presente fin dai tempi dell'antico Egitto. Esso è il luogo prediletto dove si svolgono le iniziazioni e assieme al fregio a dentelli e alla stella fiammeggiante è uno dei simboli principali dell'Ordine poiché la sua bicromia rimanda all'anteposizione del bene e del male presenti nella vita umana.
Di diverso significato è invece l'uovo, in particolar modo nella simbolistica cristiana, per il suo rimando continuo alla nascita sia fisica che spirituale. Esso rinvia contemporaneamente sia alla verginità di Maria sia alla sua fecondità. Nel Primo Rinascimento, periodo di colti riferimenti alla civiltà greco-romana, esso rimandava alla leggenda di Leda, moglie del re di Sparta, fecondata da Zeus sotto forma di cigno che anticipava la fecondazione di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo. In un tempio della città di Sparta, pertanto, c'era un uovo sospeso al soffitto, richiamato nella storia dell'arte anche da Piero della Francesca nella sua Pala di Brera del 1472 e della Madonna di Port Lligat del 1950 di Salvador Dalì. Di diversa origine è la leggenda che narra di Maria Maddalena che si era recata da Tiberio dopo la resurrezione di Cristo. Ella, nell'annunciare la resurrezione, mostrò all'imperatore un uovo. Questi dichiarò che era impossibile ritornare dal regno dei morti com'era impossibile che un uovo bianco diventasse di colpo rosso. Improvvisamente l?uovo cambiò colore contraddicendo le sicurezze dell'imperatore.
L'uovo ha anche il significato d'inizio, i romani, infatti, usavano la dizione “ab ovo” per significare il cominciare da capo, poiché i loro banchetti iniziavano con l'uovo.


L'installazione Illuminate card game 2013, è costituita da una serie di disegni realizzati da alcuni studenti di una Scuola di Primo Grado. L'opera fa riferimento al caso di Steve Jackson del 1990, creatore di giochi di ruolo, il quale nel progettare un nuovo gioco, che si sarebbe chiamato “Illuminati - Il Nuovo Ordine Mondiale”, o, in breve, “INWO”, aveva anticipato il piano degli Illuminati e del loro Nuovo Ordine Mondiale. Tra le varie carte che prevedevano eventi futuri ed eventi descritti dalla Bibbia, tre delle sue carte preannunciavano gli eventi dell'11 Settembre.
Sembra che Steve conoscesse i piani degli Illuminati e per evitare che potesse svelarli, attraverso la pubblicazione del suo gioco di ruolo, abbia ricevuto la visita dei Servizi Segreti che, tra le tante cose, gli hanno sequestrato tutta l'attrezzatura informatica e, in particolar modo, il file che conteneva il gioco “Illuminista BBS”.


lluminati/L'elite 2013, è un'installazione che “invade” tutta una parete, costituita da sei dipinti a olio su tela di vario formato, tessuto damascato, divano rosso, foto work in progress e performance con avvenenti ragazze in maschera che emulano in modo ironico l'illuminante opera “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick.

Hologram Planes 2013 è un'installazione costituita da una Borsa Termica Elettrica, un mappamondo in spugna antistress e un aereo di carta gommata dipinto in acrilico nella quale riecheggia da un lato le tematiche del terrorismo internazionale e dell'asservimento dell'umanità alle lobby del potere, mentre dall'altro lato emerge la presenza aliena che protegge l'umanità e che si manifesta nelle grandi anime che sono vissute e vivono in mezzo a noi.

Ed infine Interview/RaiUfo 2013, installazione da esterno, costituita da un furgone bianco con adesivi che simulano il logo della Rai in “Raiufo”, con all'interno un'agenda e un microfono con i simboli del novello canale “Raiufo”.


Vorrei sapere qualcosa di più sul progetto "Rai Ufo", in cosa consiste.

Nel 1999, ho inventato un nuovo canale televisivo satellitare e intersiderale, ironicamente chiamato RAIUFO, progetto concettuale con il logo della rete televisiva che diventa motivo di gustose elaborazioni, e sacrileghe variazioni sul tema della più tipica imagerie cristiana, fra astronavi, simboli egizi, allungamenti delle orecchie di Padre Pio e moltiplicazioni degli occhi del Bambino Gesù. Tale  canale "Raiufo", multitematico e multimediale, non poteva non intercettare, sempre per rimanere nell'ambito del sacro, seppure con un di più di ironia e di sarcasmo, i “sacri testi” dell'arte contemporanea.
Tra i tanti e solo per citare i più noti, “Flash Art, la prima rivista d'arte in Europa” diventa Fresh Art, Il primo catalogo d'arte Pleiadiano, “Arte, Mensile d'arte, cultura e informazione” si trasforma in Aste Mercatone, Mensile d'aste, cultura e disinformazione“Segno, arte contemporanea” in il Pegno contemporaneo“Artforum” in Artuforum o, ancora, ”Tema Celeste, arte contemporanea” assume il titolo di Tiama Celeste, artextracontemporanea. Con un minimo di manipolazione linguistica le copertine, pur estremamente simili agli originali, si connotano con i nuovi contenuti imposti da me, di volta in volta divento protagonista assoluto della Biennale delle Pleiadi, mentore del “tempo successivo” e del rapporto tra extraterrestri e sacralità. Lo stesso procedimento manipolativo caratterizzante la pittura digitale interessa anche le immagini, per lo più santini devozionali oleografici e Kitsch, arricchiti da improbabili, seppur nel contesto credibili, dischi volanti e arcani pittogrammi.




Il progetto nel tempo è continuato con l'opera Raiufo/Monarch del 2004/2013 non è altro che un'installazione/video costituita da una tenda di lino con ricamo nell'ordito, con la scritta “Rai Ufo” separata dalla farfalla del simbolo Rai, ma anche simbolo della programmazione “Monarch”, realizzata con due volti speculari - profilo di Marcel Duchamp.




Sulla tenda viene proiettato un video, realizzato in collaborazione con un noto regista che conosce bene gli Illuminati, nel quale alcune ragazze/modelle interagiscono con l'opera. Gli schiavi della programmazione “Monarch” sono principalmente di sesso femminile, perché in possesso di una maggiore resistenza al dolore e perché tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Il programma “Monarch” si basa sugli obiettivi Nazisti/Illuministi di creare una razza superiore, in parte attraverso la genetica. Gli “schiavi” vengono utilizzati da varie organizzazioni collegate con “l'elite” mondiale in settori, come l'esercito, lo sport, la schiavitù sessuale e l'industria dell'intrattenimento che fa di loro delle star.

Cosa pensi del mercato dell'arte?

Sta facendo discutere abbastanza, non esclusivamente in nord America, un articolo che Jerry Saltz - uno dei più lucidi giornalisti d'arte negli Stati Uniti - ha pubblicato sul numero attualmente in edicola del New York Magazine, rivista dove Saltz scrive da qualche tempo dopo anni e anni come capo dell'arte al Village Voice. Nel mirino di Saltz quelle che lui chiama le megas. Le mega gallerie di stazza globale, più potenti di ogni altra gallerie e soprattutto assai più potenti dei musei, sempre più alle prese con budget tagliati. Budget che invece, per quanto riguarda le megas, sono sempre in crescita, anzi illimitati.
“Le mega-gallerie tipo Gagosian, Zwirner, Pace e Hauser&Wirth sono una sciagura per l'arte e gli artisti”. Tutto ciò apre il dibattito!
Siamo in una societá di massa, abbiamo eserciti di aspiranti critici e artisti:”Tutto questo non porta al confronto o alla concorrenza, ma alla dittatura dei mediocri che stanno assieme e si coalizzano”. Succede anche all'estero, non solo in Italia, anche se in Italia è sicuramente peggio.
Per quanto riguarda le mega gallerie Saltz ha detto delle cose di assoluto buon senso: lo spostamento del mercato dell'arte verso l'alto è estremamente negativo, Ed è un'altra ragione non solo della critica, ma del Senso Critico in generale: nel momento in cui il potere economico riesce ad essere decisivo e spesso arbitrario subentra il cinismo dei sottomessi che si bevono la lieta novella del valore come convenzione di gruppo. Da qui la sfiducia verso l'autonomia e la fede nelle relazioni addirittura teorizzate da alcuni come un fattore estetico.
In Italia non esiste un solo critico con la capacità di analisi e il carattere di Saltz, a ragione o a torto ha tirato una bomba in un sistema che si sta autocelebrando in maniera onanistica. Il mondo dell'arte è un tavolino a quattro gambe: artista, critico,gallerista pubblico. I primi tre in qualche modo partecipano a un dibattito dal quale il quarto si tiene ben lontano, ma è quest'ultimo l'ago della bilancia, colui che finanzia il sistema; in Italia il pubblico è scomparso e il sistema è crollato; penso che sia su questo che si debbano in ultima analisi concentrare le nostre riflessioni.
Già con il mio lavoro, nel lontano 1999 sulla rivista patinata Flash Art come ha scritto in catalogo il critico Ivo Serafino Fenu: “L'artista propone una sottile operazione concettuale: penetra nel sistema dell'arte e ne disvela la fragilità e l'ipocrisia con il mezzo principe che lo governa, il denaro. Acquista pagine di pubblicità sulle stesse riviste che irride, si autopromuove e le rende 'verosimili' trasformandole in probabili icone d'arte contemporanea, entrando così nel complesso e scivoloso ambito dei contenuti e sul potere coercitivo che tali 'bibbie' hanno sull'arte, sugli artisti, sull'orientamento del gusto e del mercato, sempre nel gioco con-fuso e ambiguo del vero e del falso, del reale e del virtuale”.

 Per vedere altre opere dell'artista e per conoscere meglio la sua attività:


La Locomotiva Magazine: AlfonsoSiracusa, classe '63, si rifà nelle sue ope...: Alfonso Siracusa, classe '63, si rifà nelle sue opere a quelle che oggi vengono definite “teorie complottiste”, le quali identificano a...

Hans Haacke manipolava dati?

Hans Haacke manipolava dati?

Direttore superbo,
vorrei fare con lei un ragionamento: mettiamo che sia valido il dato che Hans Haacke aveva censito nel 1976, ossia che i frequentatori delle gallerie d'arte erano costituiti dal quaranta al sessanta per cento da artisti o da studenti d'arte (bene il quindici per cento), se questo dato fosse reale, e secondo me oggi lo è più che mai (se si è modificato si è modificato in eccesso); dimostrerebbe che in fondo non dico poi una grossa castroneria, quando sostengo che il filtro del gallerista limita la ricerca del linguaggio artistico tra gli stessi artisti appiattendoli ed omologandoli, loro malgrado subirebbero il gusto di un gallerista o del suo collezionista che preventivamente ne acquista l'opera e questo avverrebbe già durante la loro formazione, finendo per passare una vita di ricerca limitati dalla convinzione della convenzione, gradirei mi spiegasse se questo mio ragionamento ideale è sbagliato.
La sua non è una rivista concepita nella sua struttura per fare arrivare il messaggio dei galleristi e dei collezionisti agli artisti e tenerli aggiornati su quale sia la rotta di linea che dettano?
Perdoni la mia impertinenza, che come ben sa è dettata dalla stima.

Domenico "Mimmo" Di Caterino



venerdì 25 ottobre 2013

Mario Di Giulio per la Tavor Art Mobil.


Tavor Art Mobil nr.13

7 Settembre –  31 Dicembre 2014: Autunno – inverno al vento.

Pablo Echaurren (Premio ricerca pittorica Tavor Art Mobil 012)
Feat  Claudio Parentela, Antonello Roggio, Cirillo Salvatore, Mario Pugliese, Mario Di Giulio, Giacomo Bresciani e Ugo Giletta


martedì 22 ottobre 2013

L'omissione artistica? Un reato della memoria.


L'omissione artistica? Un reato della memoria.

Direttore,  le scrivo di un isola che gli stessi quotidiani locali rappresentano come una terra impossibilitata a conservare la cultura e la memoria dei propri artisti e senza cultura e memoria non esiste un linguaggio artistico vivo con le sue specificità identitarie, il perché di questa disattenzione? 
Forse da troppo si è abituati in questa terra a bistrattare i propri prodotti e le proprie produzioni, oltre che la propria lingua.
 Le racconto una storia,  quella del "Rockbus Museum" a Campo Pisano, l'ex Presidio degli Ex operai Rockwool, che hanno trovato sostegno e visibilità attraverso l'opera e la produzione di artisti che a costo zero e svincolati da logiche sindacali, di contributi e di marketing hanno sostenuto la vertenza nel territorio dove si consumava, contribuendone a diffonderne le cause e le ragioni anche in dei momenti dove i media, la politica e l'informazione di massa puntavano i loro riflettori altrove.
 Su e in quel bus sono intervenuti artisti visivi isolani (e non) di assoluto rilievo, penso a Bob Marongiu o anche a Federico Carta (Crisa) che  Pinuccio Sciola ha indicato come suo erede possibile per la riqualificazione artistica di certe aree cagliaritane, quel bus è diventato simbolo di resistenza e di attribuzione di senso reale del valore dell'arte e della cultura in un territorio dove le istituzioni sembrano ignorarlo (non a caso la Sardegna è la terra con il maggior numero di Sculture di anonimi in anonime rotonde che nessun visitatore e turista contemplerà mai a meno che non si fermi con l'automobile creando incidenti a catena).
Gli ex operai Rockwool sono tornati al lavoro e la loro vertenza nell'isola è forse l'unica al momento dal lieto fine, quello che non si sa è che il Bus contenitore di arte e cultura, è restato a Campo Pisano dopo essere stato proposto dagli stessi lavoratori alle istituzioni, in memoria del loro percorso di lotta e di resistenza con gli artisti che l'hanno accompagnato; istituzioni che entusiaste a parole nei fatti nicchiano e sembrano imbarazzate davanti alla possibilità d'acquisirlo a costo zero, questo non è forse vergognoso e provinciale? Non è forse un ulteriore maniera di rifiutarsi di conservare, preservare e raccontare una memoria? A volte dimentichiamo che per cancellare la storia e la memoria basta semplicemente rifiutarsi di acquisirla.

Con affetto, Domenico "Mimmo" Di Caterino

lunedì 21 ottobre 2013

Lino Bansky per la Tavor Art Mobil.


Tavor Art Mobil nr.12

4 Maggio-  6 Settembre 2014: Primavera – Estate in movimento.

Alfonso Siracusa (Segnalato dalla critica Tavor Art Mobil 012)
Feat Ale Antonucci, Itto, Nicola Cabras, Fabrizio Vargiolu, Stinglius Carcal, Antonio Murgia, Donatella Sechi, Luca Geremia Russo, Cinzia Mastropaolo, Lino Bansky e Filippè Eè


sabato 19 ottobre 2013

Riflessione sull'arte e la sua temporanea scomparsa:

Riflessione sull'arte e la sua temporanea scomparsa: 

Nella fase attuale della sparizione del mercato e per sparizione s'intende crisi d'identità e di legittimazione dell'artista e quindi a sua volta della sua sparizione e della perdita della sua dimensione.
Si assiste nella fase alla mercificazione globale assistita di una società dell'arte tutta rivolta al profitto.Il fenomeno della street art e di Banksy in realtà conclude il novecento oggigiorno al 93% e tra sette anni e cioè nel 2020 al 100%.
La generazione di Banksy e della street art è quella dei nati negli anni 60' e 70' (Banksy è del 1974) che è ancora la generazione del contatto e quindi della cultura 'pop' nata ed esplosa negli anni '60 e '70.
La generazione interattiva di oggi (nati negli anni 80' e 90') cerca un coinvolgimento multimediale tralasciando il contatto,perché nel contatto,non si può prescindere dal coinvolgimento multimediale,dato che questa generazione nel 'contatto' non è spontanea.L'arte crea la materia e quindi il contatto e non si può prescindere da questi parametri.Possiamo concludere di essere in periodo di transizione in attesa di ritrovare il contatto, la spontaneità del gesto artistico, avvallato dall'anarchicità del pensiero e ritrovare il ruolo dell'artista,l'identificazione nell'opera e la legittimazione del mercato attraverso il collezionismo.La società o il mondo è cambiato dalla politica e da una riforma economica,perché l'arte interpreta il sistema economico e non può prescindere da tale supporto.
Il sistema economico attuale,come il sistema politico che lo sostiene sono diventati obsoleti,perché non interpretano il reale cambiamento secolare e millenario.Dovremmo forse immaginare che le avanguardie storiche del secolo scorso mercanteggiassero con lo zar? L'attuale sistema dell'arte e degli artistars è sostenuto dal zarismo economico nell'ultima fase,quella della mercificazione globale assistita rivolta al profitto,che Banksy a New York e Domenico Mimmo Di Caterino in Italia hanno fatto traballare.

Carlo Sain, artista

mercoledì 16 ottobre 2013

LA FINANZA CREATIVA

Trentasette secoli fa, Giuseppe costruì innumerevoli magazzini per stivare le granaglie del periodo di abbondanza (le Vacche grasse). Quando arrivò la carestia le distribuì ai cittadini egiziani (e anche stranieri) in cambio di denaro, poi in cambio di oggetti preziosi, poi in cambio di animali: Quando i cittadini non ebbero più nulla da offrire in cambio delle granaglie, Giuseppe pretese la loro messa in stato di schiavitù. La bibbia insegna... ... ... come organizzare la speculazione finanziaria.

Luca Geremia Russo per la Tavor Art Mobil.



Tavor Art Mobil nr.12

4 Maggio-  6 Settembre 2014: Primavera – Estate in movimento.

Alfonso Siracusa (Segnalato dalla critica Tavor Art Mobil 012)
Feat Ale Antonucci, Itto, Nicola Cabras, Fabrizio Vargiolu, Stinglius Carcal, Antonio Murgia, Donatella Sechi, Luca Geremia Russo, Cinzia Mastropaolo e Filippè Eè


In automobile Claudia Aru 

lunedì 14 ottobre 2013

Tavor Art Mobil in purgatorio a Somano (CN)

   Sulla destra Barbara Ardau, "I peccati di Santa Barbara".

   Santa Barbara Ardau, patrona degli artisti sommersi e scartati di produzione.

Domenico "Mimmo" Di Caterino, "Incredibile crisi economica globale in tour"


  Il Purgatorio è una Home Gallery di Somano (CN), curatore l'artista Claudio Lorenzoni, importante nodo dell'Altro sistema dell'arte in continente.

                                            Mimmo Di Caterino - Barbara Ardau


Domenico “Mimmo” Di Caterino nasce a Napoli il 7-8-73.

1992-1997 Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli e lavora e studia rintanato nel suo studio in maniera "matta e disperata".

1997-2001 Fonda la posse di artisti "Mario Pesce a Fore" nata per contestare e contrastare criticamente il "nuovo ordine globale dell'arte privatizzata transnazionale". Con lo pseudonimo collettivo partecipa a molte rassegne d'arte contemporanea nazionali ed internazionali; cura e gestisce il terzo piano del centro sociale "Laboratorio Okkupato s.k.a." a Napoli.

2003-2005 Collabora con la rivista d'arte "Exib Art" dalla quale viene diffidato ed allontanato; viene diffidato anche dall'Accademia di Belle Arti di Napoli e da un Maestro e sua figlia; viene diffidato anche dallo storico, curatore e critico d'arte Achille Bonito Oliva.


2006 Collabora con la rivista d'arte internazionale "Flash Art" dalla quale viene poi allontanato e diffidato.

Comincia la collaborazione con la sua compagna e moglie di arte e di vita Barbara Ardau, nasce il "Santa Barbara open, free and full project", un tentativo virale e performatico comportamentale per ridiscutere e rinegoziare i criteri qualitativi e meritocratici che regolano il sistema dell'arte.
Smette di dipingere e regolarmente si libera di tutta la sua produzione pittorica e plastico scultorea abbandonandola in luoghi pubblici di diverse città europee, moltissime a Napoli città con la quale non è mai riuscito a tagliare completamente i ponti.

2007 Viene allontanato e diffidato dal portale d'arte "Equilibriarte" e da "piccoli" artisti che avevano male interpretato il Santa Barbara Project.

2010 - 12 Con Barbara Ardau dopo il "Santa Barbara Project" riprova a ragionare su possibilità concrete per rappresentare socialmente e culturalmente un altro sistema dell'arte, ritorna a creare; sostiene attivamente la campagna di comunicazione mediatica e culturale degli ex lavoratori Rockwool in presidio permanente a Campo Pisano ad Iglesias (Ca), attiva una rete di artisti solidali con la causa, nasce il Rockbus Museum, il museo degli ex operai in presidio permanente; entra in conflitto con la galleria Giuseppe Frau Arte Contemporanea fantomatica galleria con pretese ed ambizioni "internazionali" che riteneva possibile gestire uno spazio di lotta come una vetrina possibile per i suoi giovanissimi artisti da inserire poi nelle varie Arte fiera in giro per il globo. Viene diffidato dalla Giuseppe Frau Gallery. Sposa Barbara Ardau. Ricomincia a dipingere in maniera "grafica" senza prendere troppo sul serio i suoi disegni su tela che considera appunti di percorso. In coppia con la moglie Barbara Ardau organizzano un serie di private esposizione d'arte contemporanea nella loro automobile processo di comunicazione del senso del fare artistico contemporaneo dove diventa complicato scindere tra arte, artista, spettatore e promotore (Tavor Art Mobil).

2012 – Con il  progetto“Mario Pesce a fore” denuncia la triste condizione del sistema dell’arte italico al Cam di Casoria di Antonio Manfredi con l’azione “Spam al Cam”.

2013 – Partecipa con Barbara Ardau al Salone del Mobile di Milano con il progetto invisibile per “Tam Tam Scuola”.

Barbara Ardau

Nasce a Cagliari il 20-10-1977

2000/2006 : Partecipa a numerose collettive in Italia ed all’estero con una serie di riflessioni pittoriche volte ad indagare le possibilità e le potenzialità del corpo e della sessualità femminile come strumento di autodeterminazione e rivalsa sociale, interagisce con curatori come Valerio Dehò, Mauro Cossu, Gaetano Grillo, Giannella Demuro, Patrizia Ferri, Wanda Nazzari, Ercole Bartoli, Alessandra Menesini, Mauro Cossu e Pino Di Gennaro.

2007/2009 : Elabora una serie di operazioni al confine tra l’arte comportamentale, la performance, la video arte e la web art attraverso i media integrati, la sua ricerca pittorica dirotta dal profano al sacro, mistifica l’icona di Santa Barbara, alla quale sostituisce le sue fattezze in una serie di cicli pittorici; ricampiona la figura dei suoi devoti, Santa Barbara diventa la protettrice degli artisti scartati di produzione, dei terroristi, degli homeless, degli operai Thyssen, di politici corrotti ed artisti che predicano bene e razzolano male, durante questa fase comincia la collaborazione d’arte e vita con Domenico “Mimmo” Di Caterino. Interagisce con galleristi come Roberto Allegretti, curatori d’ultima generazione come Ivo Serafino Fenu e cantori popolari come Marcello Colasurdo.

2010/2011: Continua la sua ricerca artistica che antepone processi a prodotti, indaga su come social network stiano mutando le condizioni di vita e la configurazione umana di animale sociale, concepisce e struttura una serie di operazioni artistiche al confine tra rappresentazione della realtà e realtà cruda, dando vita ad una vera programmazione d’arte contemporanea per un Museo che in realtà non esiste ed altro non è che il presidio permanente degli ex lavoratori Rockwool alla miniera di campo Pisano ad Iglesias, durante questa fase mobilita una serie di cantautori e musicisti sardi come Joe Perrino, Dr.Drer e Crc Posse, i Balentia, Quilo dei Sa Razza-Maloscantores, i Ratapignata, Alberto Sanna e Marco Fadda; poeti, giornalisti e scrittori come Dario Cosseddu, Giuliana Sgrena, Flavio Soriga e Manolo Ruvioli.

L’otto ottobre 2011 sposa Domenico “Mimmo” Di Caterino per proseguire un percorso di ricerca comune di arte e di vita, col quale pittoricamente progetta una idea d’interazione pittorica a due teste e quattro mani.

2012 – Con il  progetto“Mario Pesce a fore” denuncia la triste condizione del sistema dell’arte italico al Cam di Casoria di Antonio Manfredi con l’azione “Spam al Cam”.

2012-2013 – Curatrice con Mimmo Di Caterino della programmazione della Tavor Art Mobil, partecipa con la medesima al Salone del Mobile di Milano del 2013 nell’ambito del progetto invisibile “Tam Tam Scuola”

giovedì 3 ottobre 2013

Everybody Street Trailer

http://www.youtube.com/watch?v=G2yVXt0CxgA

Luciano Perrotta per la Tavor Art Mobil


Tavor Art Mobil n.14

Gennaio – Giugno 15

 “Lo smalto urlante” di Carlo Sain, Angelo Barile, Luciano Perrotta, Michele Mereu e Chiara Schirru,  Jimmy Rivoltella

Pasquale Di Caterino , Fathi Hassan, Sandro Chia, Domenico Cantatore, Lucio Fontana e Pino Pinellii.

martedì 1 ottobre 2013

Il compianto Dimitri Bioy per la Tavor Art Mobil.


Tavor Art Mobil, route n.10: Autunno al B.A.R. L.U.I.G.I.

Route n.9 http://youtu.be/YkefYQbnphk

13 Ottobre – Dicembre :
Lo scomparso Dimitri Bioy, artista che ha partecipato alla storica Biennale di Tirana a cura di Flash Art, sotto il segno della quale si è aperto il terzo millennio dell’arte contemporanea.
Walter Santoni con I suoi segni grafici che simulano lo scarabocchio infantile ma raccontano disagi esistenziali maturi di età ipermoderna;,Michele Melis “Ozzo” (MUD, Stay on fango) e la sua idea di arte come espressione che si mostra all’apparire;  Nicolò Rizzo e la sua pittura di matrice Turneriana che fonde ricerca astratta e naturalista figurativa,; Michelangelo Paone e la sua idea di imagine “cinematografica” pura; Pierpaolo Mameli e la sua idea di pittura sciamanica gestuale; Nicola Piscopo ci ricorda delle tasse che dobbiamo e dovremo pagare in tempi di crisi economica globale per sanare un debito insanabile; Mario Pischedda present il suo lavoro editoriale (Tap roul) che racconta come cambia l’idea del sapere diffuso in movimento al tempo del web 2.0; Grafiche d’Assalto è un progetto di grafica militante;  Cristina Cherchi riflette su un automibile in movimento da una automobile in movimento;  Rosanna Rossi propone dei frammenti complementarsimo congenito; Santini Del Prete indagano  I territori della non arte; Margherita Levo Rosenberg con le sue forma geometriche plastiche alla base del tutto; Silla Campanini con la sua pittura cromaticamente materica; Enza Voglio con I suoi fotogrammi dell’interiore e Marco Lay con le sue intense cartoline di un vedutista che lavora con smalti.

13 Ottobre – Dicembre
Lo slavo Dimitri Bioy scomparso di recente la cui opera-azione artistica ha segnato il secolo e il suo movimento artistico in corso (Marco Lavagetto), Alessandro Bulgini, Walter Santoni, Michele Melis “Ozzo” (MUD, Stay on fango), Nicolò Rizzo, Michelangelo Paone, Pierpaolo Mameli, Nicola Piscopo, Mario Pischedda (Tap roul), Grafiche d’Assalto, Cristina Cherchi, Rosanna Rossi, Santini Del Prete, Margherita Levo Rosenberg,Silla Campanini, Enza Voglio e Marco Lay.