mercoledì 30 aprile 2014

Accademia Nomade per la Tavor Art Mobil.



T. Art M. – Tam Tam Cagliari  nr.15

http://youtu.be/8QrFJQpaf9I

 “Existential Travels” di Lucilla Esce, Guroga, Ina Ripari, Enzo Correnti, Priamo Pinna, Accademia Nomade (Geremia Renzi e Lucia Rosarno), Walter Santoni, Ivano Marchionne, Paolo Cervino.

giovedì 24 aprile 2014

George W Bush? Ritrae Silvio Berlusconi.


Direttore caro, come ben sa, sostengo che l'arte sia un linguaggio, tutti possono essere artisti ma con una grammatica di linguaggio diversa, risultante delle diverse conoscenze e abilità.
Per questo motivo vorrei soffermarmi su un artista nord americano particolare, il suo nome George W.Bush, già l'anno scorso dei suoi quadri avevano consociuto la ribalta dei mezzi d'informazione di massa (in Italia aveva fatto scomodare anche autorevoli "addetti ai lavori") con dei quadri molto intimi, cani, gatti e punti di vista nella sua vasca da bagno.
Questa volta,intervistato dai microfoni di Today News dalla figlia, ha annunciato invece la presentazione dei ritratti di Tony Blair, Vladimir Putin, il Dalai Lama, La Merkel e anche del nostro ex capo del governo Silvio Berlusconi.
Potrei adesso fare simpatici accostamenti tra la qualità di W Bush come leader politico globale e le sue qualità pittoriche, ragionare su come la pittura sostanzialmente avrà effetti deleteri sull'animo di chi non gradisce la comunicazione, ma è pur sempre meglio dipingere che tirare cluster bomb a Baghdad; potrei ragionare su come umilmente chi ama la pittura dovrebbe rifiutarsi di dipingere senza averla adeguatamente studiata per non offenderla nella sua grammatica semantica e gestuale, ma non lo farò e analizzerò la sua pittura come farei per chiunque.
Il livello pittorico è un incrocio tra l'ingenuità di Hockney e la pittura amatoriale da parocchia, insomma si colloca sapientemente su un filone pittorico born in the U.S.A. della seconda metà del secolo passato,  si evince da questo anche la la scarsa frequentazione di G W Bush delle problematiche legate all'arte e agli artisti contemporanei figurativamente iconoclasti e innovatori; interessante è soffermarci sul suo stile pittorico e riflettere su come certe correnti artistiche statunitensi, innovative o conservatrici che siano, ci abbiano colonizzato nel gusto e nei valori simbolici e culturali.
Vorrei soffermarmi in particolare sul ritratto, politicamente scomodo in questo momento storico, di Silvio Berlusconi:
qualche capello in più, un accattivante e seducente ciuffo bianco (che non ha) e che lo rende divo maturo sul modello estetico statunitense dove invecchiare bene è una virtù;  un ritratto ideale e quindi non realistico, potrei accostare questa idealizzazione a delle sue affermazione diplomatiche come l'invasione in Iraq dovute alla detenzione di armi di distruzioni di massa mai trovate, ma non lo farò, non sarebbe giusto verso la grammatica comune dei linguaggi dell'arte e deluderei chi ben sa che l'arte è una trasmissione d'informazioni e talvolta i messaggi sono incompleti per ignoranza dell'artista o di chi fruisce del suo lavoro gestuale e comportamentale.
Dimenticavo, tra i ritratti manca Bin Laden, bisogna sapere distinguere tra i terroristi e la classe politica dirigente globale che incarna il mito americano, tra gli amici e i nemici, al nemico canaglia e terrorista, neanche l'onore delle arti e dei ritratti.
Non riesco a concludere questa lettera, anzi si, ecco il modo di concluderla, ricorda cosa disse Diego Armando Maradona a Fazio? "Noi non siamo tutti americani" e il nostro Silvio nazionale non è mai invecchiato da buon texano, non ha mai ricordato Richard Gere o Clooney, non ha mai mostrato la sua fascinosa chioma bianca e ha anche nascosto la sua calvizia e la saggezza della sua vecchiaia fin quanto o per quanto ha potuto.
Non sarà che W Bush stia cominciando a sostenere la sua immagine per fare fronte al ciclone Renzi e all'attivismo cinque stelle? Ma W Bush sa che Silvio in Italia ha l'obbligo di firma o per informarsi ascolta solo la voce del suo amico?
Forse semplicemente alla base del tutto c'è un ragionamento da imprenditore che mira a divenire un ritrattista di corte, se così fosse mi auguro che se Silvio decidesse di acquisire il suo ritratto firmato dall'amico W Bush, non lo paghi a carico dei contribuenti.

Dal sud dell'isola, Mimmo Di Caterino

                             Silvio Berlusconi, ritratto dall'amico "artista" George W Bush

venerdì 18 aprile 2014

T.ART M. - Tam Tam Cagliari nr.16

T. Art M. – Tam Tam Cagliari nr. 16
Franco Angeli, Giovanni Cesca, Maria teresa Crespi, Mario Schifano, Riccardo Guarneri,  Auguste Herbin.













giovedì 17 aprile 2014

ALFONSO SIRACUSA Mission to...Mars # Jump Room 2014

ALFONSO SIRACUSA Mission to...Mars # Jump Room 2014

Pinuccio Sciola, Scultore da giardino?


Pinuccio Sciola, Scultore da giardino?

Direttore caro,
ieri ho avuto il tempo, per recarmi a vedere le Sculture del Maestro Pinuccio Sciola, collocate nello spazio antistante il parcheggio sotto le mura di Castello, lo spazio è stato ribattezzato "giardino sotto le mura".
Sono un grande estimatore, della ricerca e dei simbolismi del Maestro, del suo contenuto poetico  fortemente radicato poeticamente e linguisticamente, in questa terra che le ha generate, per questo la collocazione del suo lavoro in quel "giardino" mi è sembrata svilente.
L'intervento dal punto di vista prossemico urbanistico, non è il massimo, il lavoro dell'artista appare quasi ridotto a ornamentazione e decorazione "da giardino", la collocazione è perfetta per renderne criptica e poco fruibile la ricerca di senso e di significato, insomma prendere lo scultore maggiormente rappresentativo della scultura identitaria isolana e ridurlo alla dimensione di ornamento da giardino, non è proprio il massimo dell'operazione-vetrina per una città che mira ad essere la capitale europea della cultura.
Forse sono io, nel mio provincialismo popolare a respirare questa soluzione ambientale come estremamente provinciale? 
Sicuramente è così, ma vedere le Sculture di Pinuccio Sciola, sacrificate in uno spazio-giardino quasi condominiale, non mi ha entusiasmato. 



L'intervento al Camo (Cn), Museo a cielo aperto.

"Prendi un Museo a cielo aperto a Camo (Cn), curato da un artista contemporaneo, non un gallerista, non un curatore, non un "addetto ai lavori", ma uno che con i linguaggi dell'arte lavora di nome Claudio Lorenzoni.
Comincia a ragionare su come si possa educare una comunità ai linguaggi dell'arte, se non "possedendoli" e comincia a produrre per una scuola elementare in visita allo stesso Museo, per la precisione di Mango (Cn), un lavoro per studente, da prelevare, conservare e custodire.
In questa maniera avrai fatto una azione didattica e formativa a lunga scadenza, che educherà i bambini, che l'arte in quella comunità la vivranno quotidianamente a cielo aperto, come naturale esigenza comunicativa, espressiva, formativa e terapeutica, che crescerà concettualmente con la formazione e la maturazione della loro identità.
Questo vuole dire ragionare sull'arte come linguaggio e come processo, invece che come prodotto, così abbiamo ragionato una volta invitati.
 La speranza? Che questi bambini, cresciuti e maturati, con consapevolezza e personalità, siano messi in condizione di donare quotidianamente il loro linguaggio artistico, a prescindere da ciò che saranno nella vita. Un altro sistema dell'arte e della sua didattica applicata? E' possibile!".

Mimmo Di Caterino e Barbara Ardau.












lunedì 14 aprile 2014

IL MIO NOME E' NESSUNO

LETTO IL POST DELL'AMICO MIMMO ,UNA COSA LA VOGLIO DIRE, FLASH ART NEL BENE O NEL MALE, COMUNQUE UNO LA VOGLIA VEDERE ,GIUDICARE ECC. RESTA PUR SEMPRE LA MADRE DELLE 'RIVISTE D'ARTE' , E L'USO ARTISTICO CHE NE FACCIO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON UN PRESUNTO RAPPORTO DI AMORE -ODIO CON LA MEDESIMA , PIUTTOSTO UN MEZZO PER ENTRARE NELL'ARTE COME AVREBBE FATTO ' ULISSE', MA ANCHE L'ARTE STESSA IN SENSO LATO IO LA DEFINISCO UN MEZZO PER ARRIVARE A CONOSCERE ME STESSO POI DASLTRONDE ESSERE CONSIDERATI ARTISTI PIU O MENO GRANDI QUESTA E' TUTTA UN ALTRA FACCENDA,  IO SONO NESSUNO E USO CIO' CHE PIU' MI PIACE, IN QUESTO CASO RENDO OMAGGIO AD UN SACCO DI GENTE , ARTISTI VIVI E MORTI, GALLERIE VIVE E SCOMPARSE  PERSONAGGI DI VARIO GENERE MA SOPRATTUTTO IRONIZZO SUL FATTO CHE NON BISOGNA PRENDERSI TROPPO SUL SERIO COSI IO CERCO DI FARE DEL MIO MEGLIO E FLASH ART IN UN MOMENTO MOLTO PARTICOLARE DELLA MIA VITA E'STATO ED E' UN OTTIMO AUSILIO, CREDO CHE IL LAVORO SIA ANCORA UN WORKING IN PROGRESS E QUESTA MIA ESPOSIZIONE DA PIO MONTI E' L'INIZIO DELLA MIA NUOVA VITA, UNA SECONDA OCCASIONE  TENENDO SEMPRE A MENTE CHE LA MIA MASSIMA OCCUPAZIONE E' ESSERE FELICE. FORSE ESPORRO DI NUOVO  FORSE NO, FORSE FARO ALTRI GIRI SULLA TAVOR MOBIL COMUNQUE SEMPRE FARO ' QUELLO CHE MI VA....... TO BE CONTINUED

domenica 13 aprile 2014

"Flash Art"? Per Itto e Pio Monti, un buon supporto pittorico.


"Flash Art"?  Per Itto e Pio Monti, un buon supporto pittorico.

Amato Direttore Politi,
non so se conosce il lavoro di Claudio Calvitti, in arte Itto, anche lui (come me), ha il chiodo fisso e un rapporto di amore e odio nei confronti della sua rivista, della quale non perde un numero da anni, ciascuno ha le sue forme di dipendenza  ossessiva compulsiva; da poco ha manifestato questa sua ossessione presso il gallerista romano Pio Monti.
 Espone spesso nella Tavor Art Mobil ma so che lei non da molta importanza a quanto avviene nello spazio espositivo che gestisco a dimensione familiare con mia moglie Barbara Ardau.
Pio Monti però, non lo si può di certo considerare un "dilettante" o un "disobbediente",  da lui Itto sta esponendo le pagine della sua rivista strappate e usate come supporto grafico - pittorico ricampionato con colori acrilici.
 Un blocco in carta da spolvero del medesimo supporto, ma con un numero minori di fogli, costa cinque euro, Flash Art, con un numero maggiore di fogli e l'opzione del prestampato che consente di comunicare direttamente il proprio punto di vista agli addetti ai lavori, è sicuramente più conveniente degli articoli di Belle Arti.
 Quello che mi e le chiedo è: non la turba, che un gallerista dell'autorevolezza di Pio Monti, esponga un artista che candidamente dichiara di essere come Ulisse "Nessuno", e che semanticamente dichiara che per lui la sua rivista d'arte contemporanea (la prima in Europa), non sia che altro che un buon supporto pittorico per esprimere la sua idea dell'arte?

Dal sud di un isola, a bordo di una galleria d'arte contemporanea mobile, Domenico "Mimmo" Di Caterino.









venerdì 11 aprile 2014

T. Art M. -- Tam Tam Cagliari n.14.


Il bene su cui stiamo investendo è l'amicizia e la conoscenza diretta del lavoro degli artisti che sanno accettare il gioco e la sfida, ci scambiamo idee, opinioni e ricerche in cerca della riappropriazione della nostra vita e del nostro lavoro, liberarsi dagli addetti ai lavori è il mezzo migliore per liberarsi dalla schiavitù della ricerca artistica imposta dal sistema economico dell'arte diffuso.


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T. Art M. -- Tam Tam Cagliari n.14.

Route n.13 http://youtu.be/cuAGjCzAfL8

 "Lo smalto urlante" di Carlo Sain, Angelo Barile, Marco Rallo, Luciano Perrotta, Luigi Ruggero Malagnini, Michele Mereu e Chiara Schirru, Michele Mariano, Jimmy Rivoltella, Bob Marongiu, Pasquale Di Caterino.

Soundtrack: Claudia Aru, "Lo stato dell'arte".

sabato 5 aprile 2014

Quando la Banca determina il "bene" pubblico.


Quando la Banca determina il "bene" pubblico.



Direttore stimato, vengo a sapere che a Sassari, una imponente scultura realizzata dall'artista Giuseppe Carta, dal titolo "Germinazione melagrana" è stata donata dalla Banca di Sassari(proprietaria) al Comune di Sassari.
La giunta comunale ne ha anche deciso la collocazione, nei giardini adiacenti alla Direzione Generale della Banca, che in questo processo di pubblica acquisizione funge da illuminato mecenate.
La scultura realizzata dall'artista originario di Banari (6 metri di circonferenza e 7,2 metri di altezza) era stata acquistata nel 2013 ed era stata protagonista della scenografia del Teatro del Silenzio, un anfiteatro naturale ricavato nella cornice delle colline di Lajatico, in provincia di Pisa.
Senza entrare nel merito del reale valore artistico dell'opera, che ricorda le sculture dei fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro, delle quali non ha la stessa dignità del materiale, che non è bronzo, ma nel caso di Giuseppe Carta, la meno nobile resina, quello che mi sembra incredibile è che una banca acquisisca una scultura (chi sono gli esperti d'arte contemporanea che ne hanno consigliato l'acquisto come investimento?) e che poi arbitrariamente la collochi in un area pubblica senza la minima pantomima che accenni a un processo di reale condivisione e partecipazione (così mi raccontano artisti Sassaresi).
Mi appare grave è che uno spazio pubblico e comune, che dovrebbe essere organizzato attraverso percorsi progettuali partecipati e condivisi, acquisisca una scultura in questa maniera, la formazione Accademica da scultore, mi porta a ragionare non sulla scultura come soprammobile che può essere collocato all'occorrenza, ma come elaborazione di una idea da legare a un contesto, insomma la Direzione generale di una banca sassarese e i suoi giardini e un anfiteatro naturale di Lajatico non mi sembrano proprio lo stesso scenario per collocare una forma plastica; come al solito mi sbaglio?

Domenico "Mimmo" Di Caterino, dal sud di un isola.

venerdì 4 aprile 2014

Enzo Correnti, Ina Lipari e _Guroga per la Tavor Art Mobil.


Tavor Art Mobil – Tam Tam Cagliari  nr.15

 “Existential Travels” di Lucilla Esce, Guroga, Ina Ripari, Enzo Correnti, Priamo Pinna, Walter Santoni, Ivano Marchionne, Michele Mariano e Paolo Cervino.


  _Guroga, artista Venezuelana, laureata in arte non convenzionale, Menzione d'onore e Cum laudem.

    
Ina Ripari, nata a Misilmeri (Palermo), dal 1977 vive e lavora a Prato.

Enzo Correnti, vive e lavora a Prato dal 1971.

giovedì 3 aprile 2014

Alfonso Siracusa - Mission to...Mars

Alfonso Siracusa - Mission to...Mars

http://www.artribune.com/dettaglio/?type=event&id=32942


Camo, Museo a Cielo Aperto, 21 Marzo 2014.

Poniamo il caso, che una mattina ci si svegli e si vada a visitare il Museo a Cielo Aperto a Camo (CN), poniamo che i visitatori di questo spazio pubblico siano liberi di potere ritirare un lavoro del duo di artisti Ardau-Di Caterino per la loro collezione privata e domiciliata d'arte contemporanea; mettiamo che a testimonianza ed autentica di tale operazione venga loro semplicemente chiesto di posare con il lavoro che si sceglie di prelevare e adottare, poniamo che tutto questo sia accaduto sul serio distante da riflettori mediatici e riviste d'arte specializzata con i loro "addetti ai lavori", siamo davanti a una performance interconnessa che ha mirato a cosa? 
A mettere al centro del sistema dell'arte lo spettatore, con il proprio gusto e la propria sensibilità, metterlo in condizione di determinare il proprio gusto artistico e non subirlo in relazione a strategie di marketing e di valore di mercato.
L'arte è prima di tutto interconnessione linguistica e la sua comprensione passa per lo spazio intimo e privato dello spettatore, valore affettivo, empatico, simbolico e magico-rituale, questo è quello a cui miriamo con queste operazioni di ricerca artistica diffusa.
 Il linguaggio dell'arte è un processo che si stratifica nel tempo attraverso azioni e interazioni, il prodotto è una delle tante risultanti possibili di una traiettoria di ricerca dinamica e permanente, che porta un processo creativo in una delle sue tante protesi a contatto diretto con lo spettatore che lo fissa e fotografa.





Ardau - Di Caterino - eSSeRCi SeNZa eSSeRCi 2014 (VII edizione)

 eSSeRCi SeNZa eSSeRCi 2014 (VII edizione)
a CuRa Di Guroga Airlines e Enzo Correnti.
Prato.


Domenico “Mimmo” Di Caterino nasce a Napoli il 7-8-73.

1992-1997 Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli e lavora e studia rintanato nel suo studio in maniera "matta e disperata".

1997-2001 Fonda la posse di artisti "Mario Pesce a Fore" nata per contestare e contrastare criticamente il "nuovo ordine globale dell'arte privatizzata transnazionale". Con lo pseudonimo collettivo partecipa a molte rassegne d'arte contemporanea nazionali ed internazionali; cura e gestisce il terzo piano del centro sociale "Laboratorio Okkupato s.k.a." a Napoli.

2003-2005 Collabora con la rivista d'arte "Exib Art" dalla quale viene diffidato ed allontanato; viene diffidato anche dall'Accademia di Belle Arti di Napoli e da un Maestro e sua figlia; viene diffidato anche dallo storico, curatore e critico d'arte Achille Bonito Oliva.


2006 Collabora con la rivista d'arte internazionale "Flash Art" dalla quale viene poi allontanato e diffidato.

Comincia la collaborazione con la sua compagna e moglie di arte e di vita Barbara Ardau, nasce il "Santa Barbara open, free and full project", un tentativo virale e performatico comportamentale per ridiscutere e rinegoziare i criteri qualitativi e meritocratici che regolano il sistema dell'arte.
Smette di dipingere e regolarmente si libera di tutta la sua produzione pittorica e plastico scultorea abbandonandola in luoghi pubblici di diverse città europee, moltissime a Napoli città con la quale non è mai riuscito a tagliare completamente i ponti.

2007 Viene allontanato e diffidato dal portale d'arte "Equilibriarte" e da "piccoli" artisti che avevano male interpretato il Santa Barbara Project.

2010 - 12 Con Barbara Ardau dopo il "Santa Barbara Project" riprova a ragionare su possibilità concrete per rappresentare socialmente e culturalmente un altro sistema dell'arte, ritorna a creare; sostiene attivamente la campagna di comunicazione mediatica e culturale degli ex lavoratori Rockwool in presidio permanente a Campo Pisano ad Iglesias (Ca), attiva una rete di artisti solidali con la causa, nasce il Rockbus Museum, il museo degli ex operai in presidio permanente; entra in conflitto con la galleria Giuseppe Frau Arte Contemporanea fantomatica galleria con pretese ed ambizioni "internazionali" che riteneva possibile gestire uno spazio di lotta come una vetrina possibile per i suoi giovanissimi artisti da inserire poi nelle varie Arte fiera in giro per il globo. Viene diffidato dalla Giuseppe Frau Gallery. Sposa Barbara Ardau. Ricomincia a dipingere in maniera "grafica" senza prendere troppo sul serio i suoi disegni su tela che considera appunti di percorso. In coppia con la moglie Barbara Ardau organizzano un serie di private esposizione d'arte contemporanea nella loro automobile processo di comunicazione del senso del fare artistico contemporaneo dove diventa complicato scindere tra arte, artista, spettatore e promotore (Tavor Art Mobil).

2012 – Partecipa al primo simposio di Scultura internazionale ad Iglesias.
Con il  progetto“Mario Pesce a fore” denuncia la triste condizione del sistema dell’arte italico al Cam di Casoria di Antonio Manfredi con l’azione “Spam al Cam”.
Scrive il libro “Altro sistema dell’arte”, booksprint edizioni.

2013 – Partecipa con Barbara Ardau al Salone del Mobile di Milano con il progetto invisibile per “Tam Tam Scuola”, espone nel Museo a cielo aperto di Camo (CN), nella Home Gallery “Il purgatorio” di Somano; al venticinquennale dell’Accademia di Belle Arti di Sassari , al B.A.R.L.U.I.G.I. (TO) di Alessandro Bulgini e al Simposio nazionale di Scultura a Iglesias (Ca).
Collabora con la redazione Tiscali con una sua rubrica dove riflette sui linguaggi dell’arte contemporanea.
2014 – Collabora con la redazione di “Lobo di Lattice – Arte contemporanea”.
Pubblica con booksprint edizioni “Pro-dotti? In arte meglio I pro-cessi”.


Barbara Ardau

Nasce a Cagliari il 20-10-1977

2000/2006 : Partecipa a numerose collettive in Italia ed all’estero con una serie di riflessioni pittoriche volte ad indagare le possibilità e le potenzialità del corpo e della sessualità femminile come strumento di autodeterminazione e rivalsa sociale, interagisce con curatori come Valerio Dehò, Mauro Cossu, Gaetano Grillo, Giannella Demuro, Patrizia Ferri, Wanda Nazzari, Ercole Bartoli, Alessandra Menesini, Mauro Cossu e Pino Di Gennaro.

2007/2009 : Elabora una serie di operazioni al confine tra l’arte comportamentale, la performance, la video arte e la web art attraverso i media integrati, la sua ricerca pittorica dirotta dal profano al sacro, mistifica l’icona di Santa Barbara, alla quale sostituisce le sue fattezze in una serie di cicli pittorici; ricampiona la figura dei suoi devoti, Santa Barbara diventa la protettrice degli artisti scartati di produzione, dei terroristi, degli homeless, degli operai Thyssen, di politici corrotti ed artisti che predicano bene e razzolano male, durante questa fase comincia la collaborazione d’arte e vita con Domenico “Mimmo” Di Caterino. Interagisce con galleristi come Roberto Allegretti, curatori d’ultima generazione come Ivo Serafino Fenu e cantori popolari come Marcello Colasurdo.

2010/2011: Continua la sua ricerca artistica che antepone processi a prodotti, indaga su come social network stiano mutando le condizioni di vita e la configurazione umana di animale sociale, concepisce e struttura una serie di operazioni artistiche al confine tra rappresentazione della realtà e realtà cruda, dando vita ad una vera programmazione d’arte contemporanea per un Museo che in realtà non esiste ed altro non è che il presidio permanente degli ex lavoratori Rockwool alla miniera di campo Pisano ad Iglesias, durante questa fase mobilita una serie di cantautori e musicisti sardi come Joe Perrino, Dr.Drer e Crc Posse, i Balentia, Quilo dei Sa Razza-Maloscantores, i Ratapignata, Alberto Sanna e Marco Fadda; poeti, giornalisti e scrittori come Dario Cosseddu, Giuliana Sgrena, Flavio Soriga e Manolo Ruvioli.

L’otto ottobre 2011 sposa Domenico “Mimmo” Di Caterino per proseguire un percorso di ricerca comune di arte e di vita, col quale pittoricamente progetta una idea d’interazione pittorica a due teste e quattro mani.

2012 – Con il  progetto“Mario Pesce a fore” denuncia la triste condizione del sistema dell’arte italico al Cam di Casoria di Antonio Manfredi con l’azione “Spam al Cam”.

2012-2013 – Curatrice con Mimmo Di Caterino della programmazione della Tavor Art Mobil, partecipa con la medesima al Salone del Mobile di Milano del 2013 nell’ambito del progetto invisibile “Tam Tam Scuola”
2013 - Espone nel Museo a cielo aperto di Camo (CN), nella Home Gallery “Il purgatorio” di Somano; al venticinquennale dell’Accademia di Belle Arti di Sassari; al B.A.R.L.U.I.G.I. dell’artista Alessandro Bulgini e al Simposio nazionale di Scultura a Iglesias (Ca).

Nel 2014 con Mimmo Di Caterino, aderisce al progetto  “Tam Tam”, scuola di eccellenza di attività visiva in un’ottica di dissolvenza dei linguaggi e delle discipline artistiche, la Tavor Art Mobil diventa “Tam-Tam Cagliari – Viral Design”. L’idea resta quella del dono da condividere, spendere e ricambiare in un percorso ciclico di scoperta, un gioco poetico e utopico sotto il segno dello stupore. Una struttura di diffusione dell’arte contemporanea priva di struttura, gerarchia e ruoli.
  


Il bene su cui stiamo investendo è l'amicizia e la conoscenza diretta del lavoro degli artisti che sanno accettare il gioco e la sfida, ci scambiamo idee, opinioni e ricerche in cerca della riappropriazione della nostra vita e del nostro lavoro, liberarsi dagli addetti ai lavori è il mezzo migliore per liberarsi dalla schiavitù della ricerca artistica imposta dal sistema economico dell'arte diffuso.
                                                                               


  Matrimonio Ardau - Di Caterino, 8 Ottobre 2011


Matrimonio bis Ardau - Di Caterino, Dicembre 2011