giovedì 3 aprile 2014

Camo, Museo a Cielo Aperto, 21 Marzo 2014.

Poniamo il caso, che una mattina ci si svegli e si vada a visitare il Museo a Cielo Aperto a Camo (CN), poniamo che i visitatori di questo spazio pubblico siano liberi di potere ritirare un lavoro del duo di artisti Ardau-Di Caterino per la loro collezione privata e domiciliata d'arte contemporanea; mettiamo che a testimonianza ed autentica di tale operazione venga loro semplicemente chiesto di posare con il lavoro che si sceglie di prelevare e adottare, poniamo che tutto questo sia accaduto sul serio distante da riflettori mediatici e riviste d'arte specializzata con i loro "addetti ai lavori", siamo davanti a una performance interconnessa che ha mirato a cosa? 
A mettere al centro del sistema dell'arte lo spettatore, con il proprio gusto e la propria sensibilità, metterlo in condizione di determinare il proprio gusto artistico e non subirlo in relazione a strategie di marketing e di valore di mercato.
L'arte è prima di tutto interconnessione linguistica e la sua comprensione passa per lo spazio intimo e privato dello spettatore, valore affettivo, empatico, simbolico e magico-rituale, questo è quello a cui miriamo con queste operazioni di ricerca artistica diffusa.
 Il linguaggio dell'arte è un processo che si stratifica nel tempo attraverso azioni e interazioni, il prodotto è una delle tante risultanti possibili di una traiettoria di ricerca dinamica e permanente, che porta un processo creativo in una delle sue tante protesi a contatto diretto con lo spettatore che lo fissa e fotografa.





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