lunedì 5 maggio 2014

Io, tu e il "fake di sistema" Luca Rossi.


Mimmo:
Sei il Matteo Renzi del sistema dell'arte Italia.

Luca Rossi:
mi dicevano che ero il Beppe Grillo/Travaglio...#bastachevimettetedaccordo

Mimmo:
...si potresti essere anche Travaglio, in ogni modo al servizio del mercato.

Luca:
siamo tutti dentro al mercato dagli anni 50, ma questo ci permette anche livelli di benessere non indifferenti. Per esempio, nel tuo profilo stai sempre a magnà! 

Mimmo:
Riveli al solito tutta la tua ignoranza nella possibilità di comprensione di questo tempo, mangio tre volte al giorno, come nel bene o nel male si è sempre fatto nella nostra nazione, smartphone e interconnessione via social network permettono in ogni momento di elevare la quotidianità a icona del vissuto, cosa che nel tuo lavoro manca, il tuo lavoro non ha nulla a che vedere con la ricerca del senso di arte e vita, ma è solo una sterile legittimazione sotto forma di critica del sistema dell'arte, questo ti rende un conservatore accademico, non trovi? Sostieni che questo è il tempo dove il pubblico ha la necessità di entrare dentro le cose e che il sistema non è in grado di rispondere a questa esigenza, ma tu lo fai? Entri dentro alle cose? A momenti pur di parlare d'arte ti vergogni anche di cosa mangi o bevi...
Puntualizzato questo: quando la smetti di scrivere cavolate sull'arte autoreferenziali? Chi cazzo è Gioni? Perché perdere tempo a ragionare su di lui?
Scattati un selfie e facci entrare nel tuo di sistema, ma realmente, e possibilmente evita di cercare consenso attraverso la viralità di immagini altrui, forse non ne sei consapevole, ma in questa maniera ti proponi come dominato.

Luca:
Quello che scrivi non è vero, leggi Whitehouse con più attenzione.

Mimmo:
Whitehouse è illeggibile, come tutta la tua operazione artistica, non ha senso alcuno se non ritagliarsi uno spazio interlocutorio all'interno del sistema, questo è il tuo/vostro limite più grosso. Sarebbe più interessante dichiararvi, mostrarvi, rendervi visibili, solo a quel punto potrei rivedere il mio giudizio sulla nullità, anche mediatica, della vostra operazione.
Luca, cercherò di essere più chiaro, i tuoi rumors, non servono a un cazzo e non hanno nessun motivo d'interesse per me, perché non mutano niente e perché dietro la tua critica progetto non esistono persone fisiche, do you understand?

Luca:
 Dietro a Whitehouse ci sono persone vere, e io non sono anonimo per nulla. 

La recensione critica serve eccome, per allenare a fare le differenze. L'unica cosa che conta oggi!

Mimmo:
Va bene, mi dici il tuo nome e cognome Sr.Bansky di periferia?

Luca:
Luca Rossi .... Un nome come il tuo.

Mimmo:
ahahahhahahhahahhahah, capisci cosa intendo quando dico che al di la di contenuti sterili dettati da una voglia di visibilità da rivendicare non c'è niente altro? Il Nulla assoluto, se non una legittimazione permanente di un sistema che si finge di criticare, si traghetta un poco di pubblico e di click su artribune e il gioco è fatto, che miseria di condizione umana e artistica.
Mettiamola così, il mio nome ha un codice fiscale, che fa si che io mi assuma la responsabilità di tutto ciò che faccio e dico, il tuo non mi sembra proprio e questo sr.Matteo Bansky di periferia ti rende solo un traghettatore di click su nomi, persone e situazioni sui quali i riflettori sono già spenti da un pezzo, ma forse non riesci a comprenderlo proprio...

Luca:
 Io sono totalmente indipendente, tanto che sia tu che Gioni non mi volete. Chiaramente io sono Topolino, e poi c'è il mio autore. Ma tu evidentemente devi ancora capire Topolino e stai lí a chiedere il codice fiscale a Topolino....pensa come sei messo!!!

Mimmo:
Bha, uno totalmente indipendente non dovrebbe dipendere così tanto dall'informazione specializzata e dagli addetti ai lavori, per inciso ho anche ospitato il tuo lavoro (?) nella Tavor Art Mobil, per cui nessun pregiudizio, detto questo Topolino ha un autore che aveva un cf di nome Walt Disney è questo quello a cui miri signor Topolino a fare impresa per il tuo autore e vendere le tue t-shirt? Cazzo, bella idea d'indipendenza, tu ti rendi conto di come sei messo? Non averne a male, la critica e il suo esercizio servono proprio a puntualizzare i distinguo signor Matteo Micky Bansky.
Mettiamola così, il tuo autore si chiama signor Tonelli? Qualcuno potrebbe pensarlo, sai che a suo tempo mi ha diffidato dandomi del camorrista, detto questo, conta fino a dieci prima di affermare chi non vuole chi!
L'intelligenza si vende, si compra e si svende, quella di Luca Rossi è sul mercato, altrimenti non avrebbe nessun problema a manifestarsi, così appare una intelligenza editoriale sotto mentite spoglie...
 Ribadisco che il progetto Luca Rossi è tipicamente italiano, come Matteo Renzi, perché riconosce il dominio del mercato, come tutti i riconoscimenti del dominio presuppone conoscenza e intelligenza, questo non significa in alcun modo che sia voce di coscienza etica ed estetica, la sua prospettiva è intellettualistica, accademica e scolastica, una rivoluzione di una rappresentazione di sistema non può ridursi a semplice conversione di coscienze e volontà sotto una etichetta collettiva. Sarebbe il fondamento della violenza iconica e simbolica che risiede in tutte le coscienze e l'estetiche mistificate, dispositivi retorici adatti a strutture e sistemi di dominio di cui sono il prodotto. Luca Rossi, in maniera inconsapevole perpetua nella trasformazione di una struttura di cui è prodotto e delle sue disposizioni, si muove in un mercato di simbolismi dove la legge fondamentale vuole l'artista come un oggetto merce che circola dal basso verso l'alto. Chiaro? O il fatto che siamo in Italia mi impedisce di segnalare i limiti di tutta l'operazione di pulcinella?

Luca:
Chiunque è nel sistema e io dialogo con tutti, i contenuti sono la cosa più importante. Il mercato è importante e ci siamo tutti dentro dagli anni 50. Io mi batto da 5 anni per un mercato sano!

Mimmo:
Luca, fammi capire nella pratica come ti batteresti per un mercato sano? Con i tuoi controhappening organizzati a biennali e fiere dell'arte varie o in gallerie dalla programmazione giovane? Ma per piacere vuoi fare la persona seria?
 Se tutto rimanesse a livello di blog, con una reale materializzazione di un altro sistema, con te che firmi con il tuo nome invece che Topolono per la Walt Disney, potrei anche crederti, ma tutto e dico TUTTO, del tuo progetto fa pensare ad altro, un blogger che tratta il suo reale seguito come pecoroni non è il massimo per il web, forse dovevi studiare meglio le logiche del web prima di affrontarle, insomma non ti puoi lamentare se la tua "pagnotta" alla fine ha per te il prezzo di chi ti da del supercazzarolo all'arrembaggio!

Luca:
Il mercato sano si ottiene stimolando un confronto per fare le differenze. Se uno mi chiede 1000 euro per una mela, cerco di capire perchè. Argomentando la mia visione delle cose (mela, intenzioni di chi me la dà, contesto). Diversamente abbiamo una sorta di caso p ART malat. Chi tratto come pecoroni? Il blog è un blocco di appunti, mi potrebbe anche seguire nessuno e andrei avanti lo stesso.  In questi 5 anni il blog ha avuto tre anime spontanee: critica, progettualità, nuovo rapporto con il pubblico attraverso un progetto che si tiene in alcune città, ma non nei musei. Ma ovviamente io e pochi collaboratori siamo una goccia nel mare. E siamo osteggiati con sistema buono e con quelli che vorrebbero entrare nel sistema. Questi ultimi forse sono i peggiori perchè hanno paura che Fantozzi (il Sig. Rossi) riesca a entrare nelle grazie del Mega Direttore Galattico. Ripeto, l'anonimato è stato un modo per partire da zero. Se ci fosse un buon motivo mi presenterei di persone ovunque. Non si tratta di cercare la verità (sarebbe noioso e ingenuo) ma argomentare per avvicinarsi (senza mai arrivarci) ad una lettura oggettiva. E questo è possibile ECCOME!!!

Mimmo:
Troppo ridicolo il signor Rossi, impossibile da prendere sul serio in tutte le sue analisi, insomma il mercato è fatto dalle case d'aste e lui parte dalle gallerie evitando i musei. Cavolo cosa non si fa per la pagnotta. L'anonimato ti aiuta nella diplomatica conquista della pagnotta, Wu Ming insegna. Luca non fingere di essere Fantozzi, tu sei filini. Sei già nelle grazie di Tonelli e politi, per questo sparì sempre a altezza uomo e mai in alto.

Luca:
 La lettura dell'arte non può essere oggettiva ma può tendere all'oggettività. Se non leggete bene diventa difficile. Io non devo divertire, ma vorrei agire da innesco e stimolo del confronto. Ma mi rapporto con un deserto fatto solo da addetti ai lavori. Per tanto cerchiamo anche di formare e stimolare un pubblico che oggi non esiste. Io parto dalla lettura delle opere, non mi occupo di case d'aste.  Io non sparo su nessuno. Ma cerco di argomentare, ma questo in Italia non è comprensibile, perchè siamo cresciuti con la mentalità di Porta a Porta, anche quelli nati prima di Porta a Porta. La critica non c'è e il pubblico nemmeno. Alle mostre ci vanno solo: addetti ai lavori, collezionisti, curiosi, amici dei primi gruppi, turisti. Dove sta la critica?????????????????????? Vedo solo recesnioni come sviluppi di comunicati stampa. Ma mi faccia il piacere!!!!! In biblioteca ci sono i topi! Io voglio la critica nelle piazze!!!!

Mimmo:
Ci sei tu luca, meno male.

Luca:
 Io non so neanche se sono in grado di fare critica, cerco di stimolare e innescare più che altro. Ma è una sorta di accanimento terapeutico su un cadavere.

Mimmo:
Ma la critica a che cazzo serve se il mercato detta la linea? Ma ti rendi conto delle cose che scrivi?

Luca:
Il mercato è fatto da visioni critiche, per quanto sballate. io non trovo il mercato alto dell'arte sballato. I crimini si commettono per i mid career e i giovani. Che sono i grandi potenziali di domani. Per questo è importante la critica
soprattutto su questi.

Mimmo:
La critica si allinea al mercato, ma dove hai studiato?

Luca:
Io penso che si debba partire dall'opera e non da tutto il rumore intorno. Anche per appassionare e interessare il pubblico. Ok, e il mercato chi lo decide?

Mimmo:
Le case d'asta internazionali, ma devo farti una lezione?

Luca: Ok, sicuramente influenzano. Ma verranno imbeccati da qualcuno? E in ogni caso si può dimostrare la stupidità di certe scelte.....su questo lavoriamo tantissimo. E' chiaro che siamo una goccia nel mare. A mio parere il mercato è il risultato di tanti fattori, tra cui anche le case d'aste. Cosa c'è di male?

Mimmo:
Ma possibile che non si facciano ragionamenti che partano da gallerie internazionali, case d'aste e crediti bancari, gli addetti ai lavori, critici e collezionisti, fanno sistema sulla scia di questo, la loro intermediazione è una presa d'atto che materializza per loro qualche spicciolo, questo è il vero piano di Luca Filini, sbaglio ragioniere?

Luca:
A me interessa ripartire dalla lettura delle opere. La tua impostazione è datata. 

Mimmo:
 La mia posizione sarà anche datata, ma la tua è macroscopicamente paracula, guerrigliero da salotto. Peggio dell'Ikea, in luca filini manca anche il prodotto, anche quello critico, è tutto copia e incolla contemporaneo.

Luca:
Ho appena curato una mostra con solo cose prese all'ikea. Il punto è la consapevolezza tra intenzioni opera e contesto. Non c'è arte giusta e arte sbagliata.

Mimmo:
Il tuo contesto è un contesto conservatore, per questo nella mia rappresentazione di ricerca artistica ti meriti l'etichetta di Luca Renzi.

Luca:
Il punto è la consapevolezza tra intenzioni opera e contesto. Non c'è arte giusta e arte sbagliata. Dire conservatore non significa nulla. Dipende rispetto a chi.

Mimmo:
Rispetto a me, ovvio che i ragionamenti sull'arte sono fatti di punti di vista, il tuo contesto è quello degli "addetti ai lavori", altrimenti non si spiegherebbe la tua ingenua richiesta di una critica responsabile, quasi come se tu non conoscessi il mercato della critica, nel quale ovviamente miri a collocarti in una maniera pseudo conflittuale che di conflittuale non ha un cazzo, insomma un moderato, un democristiano dell'arte o se la vuoi dire alla fighetto ikea, un neoconservatore, ancora non è chiaro? Un colletto bianco!  Immagino tu sappia che pubblicherò queste mie considerazioni su di te, per amor "critico"!


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Mimmo:Chi è Luca Rossi? Continuerò a fingere di non saperlo, ma dimmelo...

Anonimo informatore: Un certo Morsiani. Ma non dire che te l'ho detto io.

Mimmo: ..e chi è?

Anonimo: Un artista.

Mimmo: Mai sentito, senza questa montatura di Luca Rossi, non se l'inculerebbe nessuno...

Anonimo: Se guardi su internet Luca rossi + Morsiani lo trovi.

Mimmo: Ok, m'informo.

Anonimo: Infatti con sta trovata si è fatto un nome per così dire. Anche se non è il suo. Alla fine è un povero cristo come tanti che cerca il suo pane quotidiano.

Mimmo: Come fai a essere sicuro che sia lui?

Anonimo: Sicuro al 100% no, ma c'entra , probabilmente sono più di uno. Una specie di wu ming della critica da due soldi.

Mimmo: Anche io penso siano più di uno...

Anonimo: Uno da solo non può scrivere tante stronzate al giorno.

Mimmo: io ci riesco.

Anonimo: Comunque chiunque può diventare Luca rossi, pure tu.

Mimmo: Per piacere, già ci sono troppe stronzate in giro. il fine non giustifica il contenuto, se il sistema è indecente lo scriva come Morsiani, altrimenti è tutto di una meschinità schifosa...

Anonimo: Ma ci vuole coraggio a dire ciò che si pensa e lui non ne ha abbastanza.

Mimmo: ...e per questo lo voglio "semanticamente" impallinare, ci avevo già provato un paio di anni fa.

Anonimo: Tutti pensano che sia lui ma io non ci posso giurare. Rossi predica bene e razzola malissimo


È questo che aveva in mente Enrico Morsiani quando pensò a un “corso pratico di arte contemporanea“, rivolto a tutti: esperti, appassionati, profani. Niente di difficile, niente di elitario, un workshop che, con una terminologia tradizionale, potremmo definire “didattico”. Organizzata insieme a Whitehouse (alias Luca Rossi (alias Luca Rossi, il mister X della rete, che qualche maligno vorrebbe far coincidere con lo stesso Morsiani) e all’associazione bolognese RAM, l’iniziativa prova ad avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori, restituendo l’arte contemporanea (quella del ‘900) nel suo coté più prossimo, più immediato. Come? Facendo un po’ di ginnastica. Visiva, mentale e spirituale, naturalmente. Dopo aver analizzato alcune opere  famose, insieme al personal art-trainer si passa ad alcuni esercizi individuali e di gruppo. Pratiche ginniche, forme d’allenamento: “Perchè l’arte è solo una palestra dove allenarsi in vista di quello che avviene (apparentemente) fuori dal contesto artistico”. Argomento della lezione: “Da Duchamp a Cattelan, vedere diversamente il proprio quotidiano”.

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