lunedì 4 gennaio 2016

I documenti parlano sui monumenti cacano i piccioni.

I documenti parlano sui monumenti cacano i piccioni.



Lo storico Fasanella invita il popolo della rete a divulgare questa ricerca che sta svolgendo avendo acquisito del materiale dai servizi di intelligence britannici.
Junio Valerio Borghese contava sull’appoggio della Gran Bretagna per attuare il suo colpo di stato. 
Le bombe avrebbero creato la domanda di ordine e la svolta golpista.
La ricerca di Fasanella verte sul conflitto libico, il colonnello filo italiano Gheddafi era sulla lista nera britannica. 
Ma sappiamo la storia di Junio Valerio Borghese il suo golpe sul piede di partenza non ebbe l’avvallo degli americani.
Per fortuna fallì.
La storia si fa con i documenti che sono monumenti, i documenti parlano sui monumenti cacano i piccioni.
Prepariamoci alle memorie del questore Guida che nelle carceri fasciste piantonava Pertini.
Ci sono storie inventate, storie spazzatura.
In buona fede ci sono nelle epoche che ci succedono rivisitazioni, si diceva non possiamo ridurre la storia ad una continua retrospettiva la rendiamo spazzatura.
Adesso la ricerca si è arrestata, le bombe di san Giorgio al Velabro e di San Giovanni forse tra tanti anni si saprà.
Usare documenti fare congetture nello stesso tempo non è aver vissuto un fatto in prima persona, chiede l’apporto di testimoni.
Ma tra due diritti e due ragioni vince la forza.
La storia la scrivono i vincitori, la storia d’Italia nel blocco Nato l’hanno determinata gli anglo americani.
Un mio amico dice che esagero, ma così vengono filtrate le elites la pubblica opinione parlando una lingua dei sudditi dei colonizzati e le cose partono dagli USA perché hanno vinto la guerra. 



Filadelfo Anzalone

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